Sevel, un altro sabato di lavoro per recuperare i fermi produttivi

ATESSA. Arriva il terzo recupero per lo stabilimento ex Sevel, oggi Fca Italy. La direzione aziendale ha comunicato un turno di recupero produttivo sul turno A, per sabato primo aprile. La giornata...
ATESSA. Arriva il terzo recupero per lo stabilimento ex Sevel, oggi Fca Italy. La direzione aziendale ha comunicato un turno di recupero produttivo sul turno A, per sabato primo aprile. La giornata da recuperare è il fermo produttivo del 16 febbraio scorso.
Dopo le numerose giornate di fermata produttiva, dovute alla carenza di materiali di fornitura, dal mese di marzo la direzione aziendale sta provando a recuperare i turni persi con la programmazione di turni di recupero. Uno di questi è stato pianificato nei giorni scorsi anche per oggi, sul turno B centrale, sempre per riprendere la produzione persa dello scorso 16 febbraio.
Una strategia, quella di Stellantis, che punta a sfruttare il più possibile la presenza, quando c’è, di materiali di subfornitura, in modo da rientrare nelle perdite produttive. E se da un lato si nota, soprattutto nell’ultimo mese di marzo, un segnale di ripresa anche sulla componentistica necessaria all’allestimento dei furgoni commerciali leggeri, dall’altro la crisi dei semiconduttori potrebbe essere ancora lunga a finire. Secondo gli analisti il “chip crunch” potrebbe durare ancora per tutto il 2023. Probabilmente ci saranno nuove fermate e, come sancito nel contratto Stellantis, nuove programmazioni di recuperi.
Ma la linea intrapresa dall’azienda viene contestata da Slai Cobas che, oggi, ha indetto uno sciopero dalle 5.45 alle13.45 (il turno centrale di recupero). «I recuperi produttivi inseriti anche nel nuovo contratto collettivo specifico (Ccsl)», si legge in una nota diffusa dal sindacato, «con un incremento retributivo irrisorio di 0,31 euro a ora, estesi nell’esigibilità temporale dai sei mesi precedenti ad addirittura un anno, confermano la pretesa aziendale di scaricare sui lavoratori le mancanze e le responsabilità. La flessibilità richiesta ai lavoratori», conclude la nota di Slai Cobas, «impedisce di fatto la conciliazione dei tempi di vita/lavoro tanto sbandierata dai firmatari del contratto e penalizza i lavoratori pendolari costretti al supplemento per il precedente acquisto degli abbonamenti settimanali. Ribadiamo la necessità di rovesciare i tavoli delle trattative concertative che sistematicamente si rivelano infruttuosi per i lavoratori».
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