Tombe e cisterne di età romana: torna alla luce la città sotterranea

Via al recupero dei resti archeologici tra piazza San Giustino, il palazzo municipale e Porta Pescara Approvato il progetto definitivo: gli interventi sugli ipogei finanziati con 593mila euro di fondi del Pnrr
CHIETI. C’è la grande cisterna ottocentesca riaffiorata sotto la superficie di piazza San Giustino e la tomba della principessa marrucina Maruca con il suo ricco corredo funerario. Ci sono i camminamenti e gli ambienti di epoca romana che si snodano nel perimetro sotterraneo di piazza Valignani, dove un tempo era conservata l’acqua per alimentare la ricca rete idrica dell’antica Teate, e i cunicoli e le gallerie rivestite con volte in mattoni in corrispondenza del sottosuolo di via dei Tintori, a Porta Pescara. Un ricco patrimonio ipogeo che presto sarà restaurato grazie alla disponibilità di 592.927,17 euro di fondi del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza).
Con la determinazione dirigenziale che porta la doppia firma della responsabile del procedimento Maria Concetta Maiorino e della funzionaria amministrativa Alessia Di Iorio, il Comune ha approvato il progetto definitivo degli interventi di rigenerazione urbana sugli ipogei della Chieti sotterranea. I lavori, compresi nel piano triennale delle opere pubbliche 2022/2024, andranno ad abbracciare l’area del cisternone ottocentesco di piazza San Giustino (13.591,33 euro), l’ipogeo romano di piazza Valignani (67.382,13 euro), quello di Porta Pescara (39.314,42 euro) e, infine, il locale interrato di Palazzo D’Achille in corrispondenza di via Chiarini (235.664,55 euro). L’importo a base d’asta ammonta a 367mila euro, a cui si aggiungono gli oneri per la sicurezza, le diverse voci di spese tecniche e l’Iva, per un totale di 592.927,17 euro che servirà a riportare alla luce e rendere fruibile il ricco percorso dell’antica Chieti nascosta. In base alla convenzione di finanziamento che impone l’obbligo di rispettare le scadenze di attuazione del progetto, il contratto di affidamento dei lavori dovrà essere sottoscritto entro il 30 luglio prossimo.
«La Chieti ipogea rappresenta un patrimonio importantissimo», evidenzia il vicesindaco e assessore alla Cultura, Paolo De Cesare, «sia per il turismo sia per la cultura della nostra città. L’obiettivo, una volta restaurato, è di metterlo a sistema e aprirlo alla città, garantendo una fruibilità maggiore della Chieti sotterranea anche attraverso un accordo con i diversi proprietari pubblici e privati dei percorsi ipogei, in modo da moltiplicare gli itinerari e le visite guidate. Abbiamo siglato una convenzione con la Soprintendenza per l’ex cisterna, conosciuta come “il grottino” di piazza San Giustino, che si amplia sotto Palazzo D’Achille: qui andremo a realizzare un punto informativo ed espositivo per rendere visibili e documentare le diverse fasi dei lavori di recupero, i ritrovamenti effettuati negli ultimi anni e il restauro conservativo dell’intera area archeologica».
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