Zavattaro: i risultati ci sono, ma la politica ha criteri tutti suoi

CHIETI. «In coscienza, penso di aver lavorato bene. Ma se la politica segue criteri diversi dai risultati, allora mi aspetto di tutto». Possono sembrare dichiarazioni con una punta di polemica, ma...
CHIETI. «In coscienza, penso di aver lavorato bene. Ma se la politica segue criteri diversi dai risultati, allora mi aspetto di tutto». Possono sembrare dichiarazioni con una punta di polemica, ma Francesco Zavattaro parla con tono pacato sul suo futuro di manager alla Asl Lanciano- Vasto-Chieti, un incarico che in Regione stanno valutando al microscopio per decidere se lui potrà rimanere alla guida della grande azienda sanitaria che coincide con la provincia più popolosa d'Abruzzo.
Zavattaro non ci sta a rimanere sulla graticola dell'attesa e parla con franchezza dei suoi rapporti con la politica. «Sappiamo che il nucleo valutativo che sta operando in Regione», premette, «adotta criteri tutt'altro che politici, come è normale che sia. Ma tutti sappiamo anche», aggiunge, «che se un buon 70 per cento della valutazione dipende dall'esame obiettivo dei risultati conseguiti dal manager, il resto fa capo a altre regole. Non lo ritengo ingiusto, sia chiaro», considera il direttore generale, «ma da persona che ha scelto di svolgere un ruolo manageriale nella sanità ho maturato nel tempo delle ben ferme convinzioni sulla consistenza di quel 30 per cento rimanente. E penso si tratti di un concetto che va ricondotto alla lealtà di un manager verso l'interlocutore politico che l'ha scelto, ma una lealtà intesa come aderenza ai fini dell'azienda ospedaliera piuttosto che a eventuali trame politiche, che invece appartengono ai partiti e alle coalizioni». Zavattaro marca in questo modo la sua distanza non solo dalla politica, ma anche dall'uso improprio dello spoil system, quella strategia che a ogni cambio di mano politico fa corrispondere la sistematica sostituzione di tutte le teste pensanti ai vertici delle istituzioni controllate dalla compagine vittoriosa nelle elezioni. Mentre dalla Regione trapelano voci su una possibile riconferma di Zavattaro in attesa della disponibilità di un manager con le carte in regola per subentrargli, lui ribadisce però di avere la coscienza a posto. «Di questo non so nulla davvero», spiega, «ma penso che in Abruzzo un manager in grado di risanare un'azienda sanitaria a spese della qualità del servizio sarebbe inviso alla politica esattamente come quello che garantisce un'ottima assistenza a un costo insostenibilmente alto».
Francesco Blasi
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