Addio a David Crosby la leggenda del rock dalla vita spericolata

21 Gennaio 2023

Aveva 81 anni. Un mito in gruppo con Stills, Nash e Young  L’esistenza turbolenta tra droga e arresti ispirò “Easy Rider”

David Crosby, una leggenda del rock e il co-fondatore di due storiche band anni Sessanta, i Byrds e Crosby Stills Nash (successivamente Crosby Stills Nash and Young), è morto all’età di 81 anni a Santa Ynez, nella contea di Santa Barbara dello Stato della California dove viveva, a due passi dall’oceano Pacifico.
Ad annunciare la scomparsa la moglie, Jan Dance, spiegando a Variety Thursday che il cantautore e chitarrista è morto «dopo una lunga malattia, circondato dalla sua famiglia». «Anche se non è più con noi, la sua umanità continuerà a guidarci e ispirarci», ha aggiunto. Famoso, oltre che per la musica, per una vita personale turbolenta: secondo molti aveva ispirato lo spirito libero interpretato da Dennis Hopper in “Easy Rider”. La scomparsa del musicista, che durante il Covid aveva venduto il catalogo musicale a Iconic Artists Group, ha sorpreso i fan del suo attivissimo account Twitter con un messaggio in cui, alla vigilia della morte, aveva scherzato sul paradiso: «Mi dicono che sia sopravvalutato... nuvoloso».
Otto mesi fa Crosby aveva annunciato che avrebbe smesso con i concerti dal vivo: «Sono troppo vecchio». David si sentiva in corsa contro il tempo – «Il tempo è l'unica vera valuta», aveva detto nel 2019 in una docu-intervista con Cameron Crowe – ma in dicembre aveva già cambiato idea: meditava di formare un’altra band. L’ex partner di Crosby Stills Nash and Young, Graham Nash, con cui aveva rotto negli ultimi anni, gli ha reso omaggio sui social: «La gente ricorda i dissapori, ma quel che più importava a lui e a me è la gioia della musica creata assieme».
E anche Stephen Stills, ricordando che la relazione con l’ex bandmate era finita in pace, ha rievocato le loro voci «che si alzavano come Icaro verso il sole». Crosby era nato a Los Angeles col cucchiaino d’argento in bocca, come si dice in America: la madre Aliph era una Van Cortland, discendente di un clan olandese arrivato nel Nuovo mondo nel Seicento, il padre Floyd, anche lui col sangue blu nelle vene, aveva vinto un Oscar nel 1931 come direttore della fotografia di “Tabù” di Murnau e un Golden Globe per “Mezzogiorno di Fuoco”. David, scolaro distratto, aveva cominciato a suonare su una chitarra di seconda mano del fratello Ethan, anche lui aspirante musicista. Autodidatta, Crosby ascoltava il jazz sui dischi del fratello: «Chet Baker, Dave Brubeck hanno allargato il mio mondo», aveva detto anni dopo alla rivista Mojo.
Dopo gli esordi in coppia con Ethan, David era approdato da solo al Greenwich Village che stava diventando l’epicentro del movimento folk. Con Roger McGuinn, Gene Clark, Michael Clarke e Chris Hillman, formò i Byrds che nel 1964 con la cover di “Mr Tambourine Man” di Bob Dylan, conquistarono un contratto con la Columbia Records.
Crosby Stills and Nash aveva debuttato nel 1969 con un album al platino con canzoni di David come “Wooden Ships”, “Guinevere” e l’elegiaca “Long time gone” dopo l’assassinio l’anno prima di Robert Kennedy, inaugurando l’era dei supergruppi rock. L’arrivo di Neil Young l’anno dopo aveva aggiunto valore commerciale (l’album “Deja Vu” arrivò primo nella Billboard 100), ma dato ulteriore esca alle dispute che negli anni '70 mandarono la band in crisi. Il decennio successivo fu all’insegna delle droghe pesanti. Nel 1982 David finì in prigione in Texas per possesso di armi e di stupefacenti. Tre anni dopo, arrestato perché ubriaco al volante, tornò dentro per altri 12 mesi. L’abuso di sostanze proibite ebbe un costo sulla salute: del 1994 il trapianto di fegato. Tormentata anche la vita personale: molte donne e 4 figli, uno dei quali – James Raymond, oggi noto pianista – dato in adozione, più altri due nati grazie alla donazione dello sperma 13 anni fa all’amica lesbica Melissa Etheridge.