Addio Aldiss, re della fantascienza che ispirò Kubrick e Spielberg
«Io non sono d'accordo con quelli che dicono che la fantascienza è una sorta di predizione del futuro, io penso che sia una metafora della condizione umana». Lo ha detto Brian Aldiss nel 2007, con la...
«Io non sono d'accordo con quelli che dicono che la fantascienza è una sorta di predizione del futuro, io penso che sia una metafora della condizione umana». Lo ha detto Brian Aldiss nel 2007, con la lucidità che caratterizza tutta la sua opera di maestro del genere, e anche la sua vita. Aldiss è morto nella sua casa di Oxford a 92 anni e nel giorno del suo compleanno (era nato a East Dereham, il 18 agosto del 1925). Ad annunciare la sua morte solo ieri il suo agente Curtis Brown. Osannato in patria, il grande scrittore inglese era noto per i romanzi e racconti di fantascienza, ma in realtà autore di una vasta opera di oltre cento volumi composta da poesie, saggi e memorie. Autore di una brillante storia letteraria della fantascienza (Un miliardo di anni), ha scritto alcuni capolavori del genere pubblicati in Italia nella classica collezione di Urania. Scrisse anche racconti erotici. Aldiss era noto in Italia soprattutto come autore del racconto Supertoys che durano tutta l'estate, da cui fu tratto il film A.I.-Intelligenza artificiale (2001). Sviluppata da Kubrick, la storia di un ragazzo simile a un robot fu poi diretta da Spielberg.