Al Circolo Aternino il ricordo di Coccoluto con il suo libro “Io, dj”

PESCARA. Radici, tecnologie, emozioni mixati per generare un universo caotico e assortito di consumi culturali. Un mare nel quale i ragazzi in ogni angolo del mondo, si immergono, si riconoscono,...
PESCARA. Radici, tecnologie, emozioni mixati per generare un universo caotico e assortito di consumi culturali. Un mare nel quale i ragazzi in ogni angolo del mondo, si immergono, si riconoscono, comunicano. Parla di questo il libro Io, dj - Perché il mondo è una gigantesca pista da ballo (Baldini+Castoldi) che verrà presentato nell'ambito del Fla, Festival di libri e Altrecose questa sera alle 19, al Circolo Aternino Sala Blu.
Il libro nasce da una testimonianza-confessione di due protagonisti della consolle: da una parte, il compianto Claudio Coccoluto, il dj italiano che per primo ha conquistato la club culture internazionale, scomparso nel 20221 a soli 59 anni. Dall’altra il giornalista e critico musicale Pierfrancesco Pacoda, che da anni segue l’impatto sociale della discoteca. Insomma, un libro che indaga le origini del mondo che ha visto, vede e vedrà nei dj i suoi eroi e i suoi miti e nelle piste da ballo i luoghi di culto di quella che è quasi una moderna confessione laica. Il risultato di questo dialogo – riproposto e rivisto da Gianmaria Coccoluto in una versione aggiornata e integrata da un repertorio di immagini spesso inedite, a poco più di un anno dalla prematura scomparsa del padre Claudio – contribuisce a ricostruire l’universo della scena dance che, nonostante le mutazioni che ha subìto anche in tempi recenti, non smette di essere affascinante e attuale.
«Questo libro», ricorda Pacoda, «è il risultato di un esperimento che portammo avanti con Claudio Coccoluto modificando parzialmente una traccia proposta da Severino Cesari. Poi acquisimmo i diritti del libro che ora ha una nuova veste anche con una sezione di foto inedite che ha curato il figlio Giammaria».
(fab.i.)
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