Alieni e amori finiti con l’italietta di Ficarra e Picone

20 Gennaio 2017

Con “Arrival”, ottava regia del canadese Denis Villeneuve, torna sullo schermo la fantascienza umanistica, quella che preferisce le domande all’azione, la riflessione agli effetti speciali, filosofia...

Con “Arrival”, ottava regia del canadese Denis Villeneuve, torna sullo schermo la fantascienza umanistica, quella che preferisce le domande all’azione, la riflessione agli effetti speciali, filosofia e metafisica alla tecnologia digitale.

In fondo è una riflessione sul potere del linguaggio e su come esso possa influenzare e formare il pensiero questa parabola, a tratti maestosa, che prende le mosse dall'arrivo in diversi punti della Terra di una dozzina di misteriose astronavi aliene, dalla forma di monoliti ovali. Il colonnello Weber (Forest Whitaker), dell’esercito statunitense, per stabilire un contatto con gli alieni dell'astronave atterrata nel Montana e capire il motivo della loro visita, si affida alla linguista di fama mondiale Louise Banks (Amy Adams) e al matematico Ian Donnelly (Jeremy Renner). La dottoressa Banks, che si porta dentro il dolore della morte della figlia, riesce con infinita pazienza e innumerevoli tentativi a stabilire una comunicazione minima con due creature.

Il pensiero va a capolavori della sci-fi umanistica come il kubrickiano “2001 Odissea nello spazio” e “Solaris” di Tarkovski, ma anche agli “Incontri ravvicinati” di Spielberg e, per la solennità di alcune inquadrature, al cinema di Terence Malick. Adattamento dal racconto di Ted Chiang “Storie della tua vita”. In sala da ieri anche la commedia di e con Ficarra e Picone “L'ora legale”, satira sociale e blandamente politica delle cattive abitudini italiane. Nel paesino siciliano di Pietrammare alle elezioni comunali lo storico sindaco maneggione Gaetano Patané (Tony Sperandeo) viene sconfitto, al grido «Onestà! Onestà!» dall'integerrimo professore Pierpaolo Natoli (Vincenzo Amato). Il furbo Salvo (Ficarra), che ha fatto campagna elettorale per Patané, e il candido Valentino (Picone), sostenitore di Natoli, sono entrambi cognati del nuovo sindaco. Salvo salta subito sul carro del vincitore per ottenere l'ampliamento del chiosco abusivo che gestisce in piazza con Valentino. Come loro anche altri paesani, compreso il parroco Leo Gullotta, lì per lì si entusiasmano per il cambiamento, ma quando il neo sindaco inizia a pretendere il rispetto delle regole l'euforia si affloscia e s'inizia a rimpiangere il vecchio andazzo.

Dramma borghese da camera in unità di luogo è “Dopo l'amore” di Joachim LaFosse, che vede due bravi attori come Bérénice Bejo e Cédric Kahn nei panni di Marie e Boris, coppia con due bambine. I due, dopo 15 anni di matrimonio, sono prossimi al divorzio e nel frattempo litigano su tutto, soprattutto sui conti (“L'économie du couple” l'incisivo titolo originale).

Dalla Polonia giunge l'ambiguo thriller “Il ragno rosso” di Marcin Koszalka, fin qui attivo soprattutto come documentarista. A Cracovia, nel 1967, sotto il plumbeo regime comunista, un campione di tuffi scopre casualmente l'identità di un assassino seriale noto come “il ragno rosso”. Ma anziché denunciarlo, lo avvicina per conoscerne i segreti.

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