“Amami Teatro”, il fascino segreto del Marrucino

La “bomboniera” di Chieti per una settimana al centro di mille attività aperte Visite notturne dietro le quinte, sedute di trucco, musica, poesia e commedie
CHIETI. «Una manifestazione, unica nel panorama nazionale, in grado di far vivere a tante persone, per cinque giorni, di giorno e di notte, in scena e fuori scena, un’esperienza stimolante sotto il profilo culturale e non solo». Così il presidente del Teatro Marrucino di Chieti, Cristiano Sicari, presentando la seconda edizione di “Amami Teatro” in programma nella “bomboniera” di piazza Valignani dalle ore 23 di martedì 17 alle ore 23 di domenica 22 dicembre.
Una sorta di maratona scandita da tanti appuntamenti, metafora di mondi complementari e speculari di un mondo straordinario attorno a proposte di danza, storia, esibizioni, trucco, recite e degustazioni per finire alla possibilità di partecipare a laboratori, prove ed allestimenti. Oltre cinquecento artisti ad avvicendarsi sul palco, alla collaborazione del Fondo Ambiente Italiano e della Confederazione Nazionale Artigiani, si è aggiunta, in questa edizione quella della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.
Prevista così la presentazione di documenti originali dell’affascinante storia del Teatro e dello stesso prestigioso sipario del Ponticelli, particolarmente interessante la mostra di strumenti e componenti musicali prodotti da artigiani abruzzesi di assoluto spessore. Previste escursioni in tutti gli angoli della struttura con visite notturne animate da incursioni teatrali curate dagli attori della compagnia Da grande voglio crescere, in cui avranno modo di tornare a vivere vari personaggi legati alla bicentenaria storia del Marrucino.
Poi un’area destinata al trucco, fonte di immaginazione e travestimento, dove sarà possibile accomodarsi e diventare personaggio, tra colori e fantasia, sotto le mani dei giovani professionisti della scuola di formazione in estetica moderna di Pescara.
E saranno ovviamente i costumi, appunto dopo il trucco, ad aiutare il pubblico nel processo di immedesimazione. Tra le proposte, i concerti di alcune importanti orchestre regionali, quelli della Banda nazionale dei Vigili del fuoco e dell’Accademia Musicale Pescarese, interessanti gli appuntamenti con i “Miti Di…versi – La poesia da Iachille a Leo…Pardo” con Marco Papa e Milo Vallone, con la commedia brillante “Fascino a rotelle” dedicata alla memoria di Simona Petaccia, opera in grado di «scavalcare l’idea romanzata della disabilità», e con “La satira in teatro” del gruppo I Quattro Santi.
Non mancherà uno spazio per gli allevi della scuola di recitazione del Marrucino, per il teatro dialettale nonché per una masterclass di violino assieme al maestro Ettore Pellegrino. In programma illustrazioni di sabbia su un piano luminoso (sand art), proiettate su grande schermo e ispirate dall’ascolto della musica, a cura della sand artist Erica Abelardo. Un ruolo per ogni partecipante, nessuno resterà a guardare, nella sezione dedicata ai giochi di ruolo, anche attraverso l’improvvisazione, con “Il teatro degli arcani maggiori” e “Una nuova musica nel teatro del silenzio”. Previsto, inoltre, un dj set con tre piste musicali, a scelta dello spettatore, tra luci, laser e nuovi ritmi in una sorta di dissacrazione formativa. A mezzanotte appuntamento nel Foyer Bar del teatro per la degustazione, curata dallo Slow Food teatino, dei vini offerti da alcune cantine del territorio.
Infine, il rapporto con il cinema attraverso una rassegna di capolavori della filmografia, dove lo stesso teatro finisce per diventare coprotagonista e non semplice sfondo. Si riparte dall’ immagine dei ragazzini di una scolaresca attorno all’esibizione di un pianista, dai momenti del “Palco giochi” oppure dalla fila di persone in piazza in attesa di entrare per assistere, a tarda ora, ad un concerto. «Speriamo di andare anche oltre il successo che ha riscosso lo scorso anno questa iniziativa che avevamo in mente da tempo», l’augurio di Cesare Di Martino, direttore amministrativo del Marrucino, «sempre nell’ottica di un’apertura globale del Teatro a tanti segmenti culturali e mi fa piacere sottolineare la presenza, su base volontaria, di tanti artisti. Il messaggio rimane quello legato alle proposte di un luogo in cui è possibile entrare. E, soprattutto, dove è bello entrare».
©RIPRODUZIONE RISERVATA