Andrea Morricone: per me l’Abruzzo è D’Annunzio, poeta di silenzi e fruscii

Il maestro incanta la platea di Montorio con un concerto in piazza dedicato ai successi del grande Ennio: «Papà continua a insegnarmi»
MONTORIO AL VOMANO. Il Vate e il Maestro: è un legame speciale quello che lega il compositore e direttore d’orchestra Andrea Morricone, figlio del compianto Ennio, con l’Abruzzo attraverso la poetica di Gabriele D’Annunzio. Perché solo a sentir nominare la nostra regione subito scatta nella sua mente, ha confidato dopo il concerto che ha tenuto a Montorio al Vomano, i versi soavi di “La pioggia del pineto”, che sono come musica per chi li ascolta.
«L’Abruzzo per me è prima di tutto D’Annunzio, che è un grande poeta ma soprattutto il compositore dei silenzi e dei fruscii, componenti importanti della musica», osserva con aria trasognata mentre lancia uno sguardo al cielo. Quel cielo stellato che gli rimanda il ricordo del papà Ennio a cui ha dedicato la performance nella cittadina teramana, suonando al pianoforte, in una dimensione tra l’intimo e l’onirico, i suoi più grandi successi da premio Oscar, come C’era una volta in America, Nuovo cinema paradiso, e ancora le colonne sonore di La piovra, Ultimo, The Mission, Giù la testa per citarne alcuni e rinunciando a presentare le proprie composizioni.
Un viaggio nel repertorio di colui che ha definito «la leggenda della musica», ma soprattutto «un grande padre». «Di papà ho tantissimi bei ricordi, ma ciò che più custodisco è il grande bagaglio di insegnamenti», racconta con voce emozionata. «Attraverso le sue partiture continua a ispirarmi e a insegnarmi ed esse sono per me fonte di studio costante, di approfondimento come ragione importante per riflettere sul linguaggio e la modernità che evocano».
La musica che Morricone ha respirato fin dalla nascita, è sempre stata la sua vita ed è la sua professione. Ha composto oltre trenta colonne sonore per film e musica per teatro, televisione e radio, ha vinto numerosi premi nazionali e internazionali, tra cui il Globo d’Oro, il Piuma d’Oro Award e il British Academy of Film and Television Arts. Ha lavorato con Sting, Josh Groban, Yo-Yo Ma e Andrea Bocelli col quale ha creato la colonna sonora per Expo Milano 2015 e ha composto il brano “I colori dell’amore” per Il Volo. Musica e composizione come amore, passione, rispetto, ricordi, ma soprattutto tanto studio e preparazione: «Un musicista non può sbagliare, deve pretendere il massimo da se stesso e mettersi sempre in discussione per fare sempre meglio», dice ancora. «Deve avere umiltà, senso di autocritica e la forza di “sganciarsi” dall’opera che ha composto per valutarla in modo oggettivo e renderla migliore». Una serata, ultimo appuntamento del calendario estivo “Gran Sasso live”, che ha incantato i presenti che si sono fatti trasportare dalle note e dai racconti del maestro, che per ogni brano ha narrato aneddoti e curiosità, ma anche alcuni momenti della propria carriera e di quella del padre. E ha ricambiato i tanti apprezzamenti ricevuti sotto forma di applausi e richieste di bis. «Ho sentito intimità e una partecipazione intensa del pubblico che mi ha commosso», racconta infatti. «La gente vuole sentire la musica di papà e si emoziona con essa». Con un sorriso e un inchino ha salutato la platea, ma prima di andare via – perché la mattina dopo lo attendeva un aereo per il Giappone dove lo aspetta un tour di concerti – il pensiero è volato ancora una volta al grande Ennio. «Suonerò ancora le composizioni di papà nel mio tour, per le mie verrà il tempo», assicura. «Ho tanti impegni internazionali, ma sono pronto. Esigerò molto dalle orchestre, come mi ha insegnato mio padre che non si accontentava. Ennio era una persona seria che si è fatta amare dal pubblico per la sua personalità e la sua arte e sotto questo profilo gli assomiglio molto».