Angela Davis, dall’America con amore e (intatto) furore

20 Settembre 2017

La scrittrice e attivista politica ospite del Festival Internazionale di Ferrara Fake news e autoritarismi nella rassegna con Yanis Varoufakis e Paolo Cognetti

L'ex ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis, che sta lanciando un nuovo movimento, l'attivista e scrittrice Angela Davis, il deputato John Lewis che nel 1963 organizzò con Martin Luther King la marcia su Washington, e ancora tra gli altri, Romano Prodi, Zerocalcare, l'ex ministro della Giustizia francese Christiane Taubira, scrittori come Erri De Luca, il premio Strega Paolo Cognetti e il siriano Khaled Khalifa, dal 2011 impegnato nel movimento pacifico di opposizione al regime di Assad.
Sono solo alcuni fra gli oltre 270 ospiti (compresi giornalisti di 40 testate) da 40 paesi per 130 incontri sui temi più critici di oggi, dai migranti al futuro dell'Unione Europea, dalle fake news ai nuovi autoritarismi, dell'11esima edizione del Festival Internazionale a Ferrara, dal 29 settembre al primo ottobre. «Nell'ultimo anno, dall'elezione di Trump agli sviluppi legati ai migranti, il caos sembra regnare in un mondo che pare sempre più cupo - spiega Chiara Nielsen, vicedirettore di Internazionale, il giornale promotore del Festival, con fra gli altri Comune di Ferrara e Regione Emilia Romagna -. Il nostro obiettivo è analizzare da una giusta prospettiva certe criticità e provare a parlare di vie d'uscita».
Lasciando a casa, come di consueto, rappresentanti di governo e opposizione italiani («Per ribadire la nostra imparzialità») sono state invitate invece figure internazionali come Prodi, Varoufakis, Taubira, o uno dei nuovi eroi della sinistra europea, il belga Paul Magnette, perché «è importante che arrivino dei messaggi importanti alle persone, in un momento di generale disaffezione alla politica». Grande protagonista l'Europa, con, ad esempio, «incontri sulle migrazioni, la cultura o un focus sulle fake news - dice Beatrice Covassi, Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, che collabora con il Festival -. C'è spazio per un'opportunità politica di ripresa ma siamo a uno spartiacque difficile. Sono convinta, ci sia un rischio molto grosso in questo Paese di scollamento e mancanza di partecipazione in vista delle elezioni».
In un ideale viaggio del mondo, si parlerà fra gli altri, dell'Eritrea, che sta diventando uno degli Stati più isolati del mondo. Il vincitore del premio Anna Politkovskaja per il giornalismo d'inchiesta, il turco Can Dundar, prima imprigionato e ora in esilio, punterà i riflettori sugli oltre 150 giornalisti incarcerati nell'ultimo anno in Turchia. Con Medici senza frontiere si discuterà della polemica sull'assistenza delle Ong ai migranti, ma anche di vaccini e della Nigeria, con le azioni sempre più violente di Boko Haram. La tensione fra Usa e Messico verrà raccontata da autori come Oscar Martinez, che in “La bestia” ha raccolto le storie di migranti che attraversano il Centroamerica. Il fotografo Oscar B Castillo si soffermerà sulla crisi in Venezuela, mentre lo scrittore indiano Amitav Ghosh presenterà il suo ultimo libro, La grande cecità, sull'incapacità della letteratura di denunciare le conseguenze del cambiamento climatico.
Tra gli altri eventi, concerti e Dj set, da Vasco Brondi a Roy Paci & Aretuska; la rassegna di documentari inediti Mondovisioni, il World Press Photo e 16 workshop, tra i quali uno con i copy editor delle maggiori agenzie. «Ferrara - spiega il sindaco Tiziano Tagliani - non è solo location o orecchio ma ha dimostrato in tutti questi anni la grande capacità di interagire, anche con momenti di conflittualità dialettica su temi che i cittadini sentono profondamente, come l'accoglienza o la qualità e la libertà di informazione».
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