“Antropolaroid” Granata sul palco con i volti di famiglia

9 Febbraio 2020

PESCARA. Il festival La Cultura dei Legami porta a Pescara l’enfant terrible dei palcoscenici italiani Tindaro Granata che per la prima volta in Abruzzo porta in scena oggi alle ore 18 al nuovo...

PESCARA. Il festival La Cultura dei Legami porta a Pescara l’enfant terrible dei palcoscenici italiani Tindaro Granata che per la prima volta in Abruzzo porta in scena oggi alle ore 18 al nuovo teatro Cordova “Antropolaroid”, spettacolo che l’attore siciliano che fa incetta di premi, da quello dell’Associazione nazionale critici all’oscar del teatro Ubu, firma e di cui è protagonista.
Con un titolo che fonde la ricerca antropologica e lo scatto fotografico, Antropolaroid è una creazione teatrale ricolma di molteplici emozioni e suggestioni, una vertigine prismatica di recitazione, narrazione, concretezza e universalità, ritmo avvolgente.
Granata attraversa qui i decenni vestendo numerosi ruoli e configurazioni anagrafiche: è indifferentemente maschio e femmina tra giochi, balli, lavoro, relazioni familiari e paure. “Antropolaroid” è un vortice di discorsi, legami e situazioni cangianti; è lui da solo, ma è come se fossero in tanti. Da solo racconta di figure familiari, di generazioni, di una terra, la Sicilia, da cui anche allontanarsi. Con il proposito di andare a Roma, diventare attore, fare del cinema… Perché dentro questo spettacolo ci sono , rielaborate con molta sensibilità, schegge di storia dello stesso interprete in scena, con quel titolo che fonde insieme la memoria trattenuta nell’immagine, racconto tramandato, vissuto profondamente. Una delle novità di questo spettacolo sta nell’utilizzo di una tecnica antica come quella del “cunto”, che viene disarticolata, scomposta e il meccanismo del racconto più o meno lineare viene così sostituito dalla messa in scena dei dialoghi tra i personaggi del racconto. Non vengono narrati i fatti, ma i protagonisti parlano tra loro e danno vita alla storia, che cattura e ti porta via. La storia parte con un fatto tragico, e non sarà l’unico, Francesco Granata nel settembre del 1925 si impicca perché scopre di avere un tumore incurabile. La moglie , incinta, sola, si reca spesso al cimitero per “bestemmiare” sulla tomba del marito. Il figlio Tindaro Granata nel 1948 viene implicato in un omicidio di mafia. Maria Casella, nel ’44, si innamora di Tindaro che incontra a una serata di ballo organizzata da suo padre per presentargli il suo futuro sposo, un ufficiale tedesco. La giovane si oppone e scappa con Tindaro, la “fuitina”. Teodoro Granata nasce l’anno dopo. Diventato adulto, emigra in Svizzera. Tornato in Sicilia sposa Antonietta Lembo e con l’aiuto del signor Badalamenti apre una falegnameria. Tindaro nasce nel settembre del 1978. Adultosi imbarca per due anni su nave Spica e incontra il nipote del boss del suo paese Patti. Il giovane Tino (nipote del boss), dopo che il padre viene indagato per mafia, si confida con Tindaro. Ma questo è il giorno in cui Tindaro parte per Roma, vuole diventare un attore. Tino si suicida, impiccandosi. “Antropolaroid” rientra nel cartellone del festival ideato e diretto da Edoardo Oliva del Teatro Immediato con la fondazione Aria, il Comune di Pescara, il Tsa e la Laad.
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