Azar Nafisi: «Le iraniane sanno che ogni loro atto è politico»

MILANO. «Già solo il fatto che le donne siano scese in strada vestite come volevano dimostra che questo regime è morto». Lo ha detto Azar Nafisi, l’autrice iraniana di “Leggere Lolita a Teheran”, in...
MILANO. «Già solo il fatto che le donne siano scese in strada vestite come volevano dimostra che questo regime è morto». Lo ha detto Azar Nafisi, l’autrice iraniana di “Leggere Lolita a Teheran”, in un videomessaggio con cui ha preso parte alla maratona solidale Donna Vita Libertà a favore delle donne iraniane e del popolo iraniano, promossa dal Teatro Franco Parenti, con Repubblica e Linkiesta in occasione della Giornata mondiale dei Diritti umani. «Le donne iraniane hanno capito che il modo in cui camminano, parlano, esprimono i loro sentimenti, è un atto politico ed è questo», ha sottolineato la scrittrice, «che pone le donne in prima linea nella rivolta». Alla domanda, «Cosa possiamo fare come Occidente?», Nafisi ha risposto con un ricordo personale: quando lasciò l’Iran per gli Stati Uniti, la madre le disse: «Dillo a tutti quello che succede qui». «Perché il regime fa credere agli iraniani che al mondo non importa di loro, che possono essere torturati e uccisi senza che a nessuno interessi, ma non è così» ha concluso la scrittrice, una dei tanti ospiti dell'iniziativa milanese, aperta dal sindaco Beppe Sala. «Parlare dell' Iran è importante ma sono le immagini che ti colpiscono, ogni giorno quando apro il giornale mi si spezza il cuore», ha detto senza nascondere la commozione, Ornella Vanoni, ospite della maratona solidale.