Bartoli e Sipari di Pescasseroli oggi all’Aquila e domani ad Atri

9 Marzo 2019

L’AQUILA. Due capolavori della musica classica per i prossimi appuntamenti dell’Isa (Istituzione sinfonica abruzzese): il Concerto n. 2 in do minore op. 18 per pianoforte e orchestra di Sergej Vasil'e...

L’AQUILA. Due capolavori della musica classica per i prossimi appuntamenti dell’Isa (Istituzione sinfonica abruzzese): il Concerto n. 2 in do minore op. 18 per pianoforte e orchestra di Sergej Vasil'evic Rachmaninov e la Sinfonia n. 4 in fa minore op. 36 di Pëtr Cajkovskij . Sul palco l’OSA (Orchestra sinfonica abruzzese) diretta da Jacopo Sipari di Pescasseroli e, solista ospite, uno dei più grandi pianisti della scena europea: Sandro Ivo Bartoli, unico allievo del grande pianista russo Shura Cherkassky.
Due le date per la 44esima stagione dei concerti dell’Isa: all’Aquil, oggi alle 18, nel Ridotto del Teatro Comunale Antonellini, e e, domani sempre alle 18, nel Teatro Comunale di Atri. In entrambi gli appuntamenti Bartoli suonerà un pianoforte Gran coda E 272 Steingraeber & Sohne, interamente costruito a mano a Bayreuth, e rappresenta due secoli di eccellenza tecnologica tedesca. Già strumento favorito di Liszt, oggi è annoverato fra i massimi pianoforti del mondo. E’ l'unico strumento da concerto Steingraeber & Söhne presente in Italia ed è stato messo a disposizione dell’Osa per gentile concessione di Udo Schmidt-Steingraeber e di Bergamini Pianoforti. «Questo fine settimana», dice Bartoli, «“farò” la grande musica assieme a grandi musicisti: ospite per la prima volta dell'Istituzione sinfonica abruzzese, sotto la bacchetta di Jacopo Sipari di Pescasseroli, che mi pare uno dei direttori più in gamba sulla scena odierna». «Lavorare con Sandro Ivo Bartoli penso sia il sogno di qualsiasi direttore», dice Sipari. «Un grande amico, un artista raffinato, unico, di immensa sensibilità capace di suscitare emozioni incredibili. Poter collaborare con lui nella mia città, con la amata Orchestra sinfonica abruzzese è davvero la realizzazione di uno dei miei più profondi desideri».
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