C’è Corey, bluesman celebrato da Scorsese che vive ad Atri

ATRI. L’icona del blues Corey Harris è il fiore all'occhiello di Arrosti Gin Land, prima manifestazione a celebrare l’insolito ma pare riuscitissimo matrimonio tra gin e arrosticini.Ideata e...
ATRI. L’icona del blues Corey Harris è il fiore all'occhiello di Arrosti Gin Land, prima manifestazione a celebrare l’insolito ma pare riuscitissimo matrimonio tra gin e arrosticini.
Ideata e organizzata da Vittorio D’Alberto, curatore dal 2013 di Gin Italy, primo blog italiano sul gin, Arrosti Gin Land si svolgerà nella villa comunale di Atri dal 6 all’11 agosto, in collaborazione con l'associazione Culturà. L’apertura in musica, martedì, col cantante chitarrista e autore statunitense, che da qualche anno vive proprio nella città ducale. Il concerto avrà inizio dopo le 22, ingresso gratuito.
Corey Harris è rimasto folgorato dalla storica cittadina teramana, scrigno di molti tesori, quattro anni fa, partecipando coi Rasta Blues Experience alla 15esima edizione di Green Hills in Blues. Spiega D'Alberto: «In seguito, tornato in Europa per una tournée, ha scelto come base Atri rifiutando altre sistemazioni in hotel a Roma o Milano proposte dal suo manager. Vive qui da un paio di anni, in centro storico. Vegano osservante, coltiva il suo orto. È un personaggio molto importante della musica, non tutti sanno che abita ad Atri». Natali a Denver nel 1969, 19 album pubblicati, molti premi, Corey Harris è uno dei musicisti blues più innovativi e reputati, che spazia tra cajun, New Orleans, blues di Chicago.
Ha suonato con Ali Farka Touré, re del blues africano, e con BB King, Taj Mahal, Henry Butler, Tracy Chapman e altri grossi nomi. È stato protagonista di “Feel Like Going Home” (2003), primo episodio della serie documentaria sul blues “Dal Mali al Mississippi” di Martin Scorsese: il grande regista segue Corey Harris nella sua ricerca etnografica sulla musica nel nord del Mali per esplorare le radici del blues, e descrive l’incontro tra il giovane Corey e il maestro Farka Touré nella città di Niafunke nel Sahara maliano. Oltre al blues di Corey Harris la prima edizione di Arrosti Gin Land proporrà seminari, degustazioni, drink e arrosticini. «Non esiste abbinamento più perfetto di quello tra gli arrosticini rigorosamente poco cotti made in Abruzzo e il gin and tonic, lo dimostrano anche i piatti a base di questa pietanza e di questo long drink che rinomati chef abruzzesi preparano nei loro ristoranti stellati», racconta D'Alberto, autore del libro “Lo spirito del gin” (White Star, 2018). «L'evento celebra per una settimana questo matrimonio, con seminari con produttori di gin e degustazioni guidate di alcuni tra i brand più interessanti del panorama mondiale. La frescura della villa e Il Barretto sono l'ambiente giusto per assaggiare oltre 50 tipi di ginaccuratamente selezionati. Non proporrei mai gin che non berrei». Uguale cura per gli arrosticini, a base di carne fresca e di qualità, cotti con carbone cannellino e conditi con sale dei Papi della salina di Cervia (sempre sale dolce di Cervia, ma setacciato per renderne la grana medio-fina). L’ultima data di Arrosti Gin Land, l’11, prevede nell'area baby park la serata dedicata ai più piccoli: “Vitamina Circo”, show per famiglie con Faccia Pagliaccia.
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