Cameli, da «La vita è bella» all’antica Roma

28 Settembre 2016

Il decoratore e scenografo di Silvi ha collaborato con Benigni e il Gibson della «Passione di Cristo»

SILVI. Tra coloro che hanno contribuito alla realizzazione di Ben Hur, c'è anche uno scenografo e decoratore abruzzese. Si tratta di Paolo Cameli, di Silvi Alta, il quale collabora da anni con grandi produzioni cinematografiche nazionali ed internazionali. Per Roberto Benigni, ad esempio, ha creato le scenografie della «Vita è bella» e di «Pinocchio» e «La Passione di Cristo» di Mel Gibson, girato tra i Sassi di Matera e Cinecittà, e «Baaria» di Giuseppe Tornatore. Ma Cameli ha lavorato anche sul set del film «Amici miei-Come tutto ebbe inizio» diretto da Neri Parenti nel 2011, un prequel del classico del 1975 di Mario Monicelli. Cameli, che vive a Roma e appena può torna in Abruzzo, ebbe l’idea quell’anno, il 2011, in cui si celebrava il 150esimo anniversario dell’ujnità d’Italia, di illuminare con i colori della bandiera italiana le arcate storiche di Silvi Paese.

Di Roberto Benigni incontrato sul set di «Pinocchio», ricorda: «Ogni tanto gli parlavo della mia terra e un giorno sul set di "Pinocchio", ricostruendo una spiaggia come location, utilizzai conchiglie prese dal mare di Silvi e lui ne fu entusiasta. Benignimi ha voluto addirittura per la ristrutturazione della sua casa romana».

Dell’esperienza sul set della «Passione di Cristo», ha detto: «In questo film«mi è capitato spesso di essere coinvolto emotivamente, grazie a paesaggi quasi irreali, immagini davvero cruente, intere scene girate in ebraico antico e aramaico. In certi momenti, era come se vivessi al di fuori del tempo, come se fossi stato catapultato nell'anno zero».

«Sono testimone», ha aggiunto, sempre ricordando la lavorazione di quel film, «della disciplina e della serietà di tutto il cast, ma Caviezel, in particolare, mi ha davvero colpito. Un giorno l'ho visto andare sul set a piedi nudi, coperto solo da un mantello e degli stracci, in una giornata veramente fredda. Lui, del tutto indifferente alle avverse condizioni climatiche di una indimenticabile Matera, è arrivato sulla scena, per l'esattezza su quello che doveva essere il sinedrio, calpestando un terreno fangoso ed accidentato. E' stato impressionante, era come essere davvero di fronte al vero Gesù Cristo. Anche a cineprese spente, tutto sembrava come ai tempi di Nostro Signore».

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