Caravaggio, Tiziano e gli altri In mostra nelle Marche la grande arte del Giubileo

11 Marzo 2016

Domani ad Ascoli con “Francesco nell’arte” si apre il ciclo di quattro esposizioni Il 18 marzo “Lotto, Artemisia, Guercino” a Osimo e ancora a Loreto e Senigallia

di Giuliano Di Tanna

Capolavori di Cimabue, Lorenzo Lotto, Tiziano, Caravaggio e molti altri maestri dell'arte antica saranno riuniti nelle quattro mostre organizzate nelle Marche per celebrare il Giubileo della Misericordia. Da Ascoli a Osimo, da Loreto a Senigallia, l'intero territorio sarà coinvolto dal domani alla fine del 2016 in una serie di eventi espositivi, che, ha detto Vittorio Sgarbi, curatore di due rassegne (una delle quali dedicata alla sua collezione di famiglia, presentata per la prima volta), «è unica in Italia».

«Solo le Marche, rispetto ad altre città e regioni, hanno sentito l'urgenza di onorare il Giubileo della Misericordia con la bellezza dell'arte», ha detto Sgarbi. «Solo le Marche - non hanno lasciato solo Papa Francesco per questo evento giubilare».

Le quattro esposizioni, promosse dalla Regione Marche, dai comuni che le ospiteranno, dai privati che hanno collaborato, hanno richiesto uno sforzo finanziario di circa 750mila euro. Quindi, una spessa non eccessiva, se si tiene conto della ricaduta economica e di immagine.

Ad aprire queste celebrazioni giubilari marchigiane sarà la mostra “Francesco nell'arte. Da Cimabue a Caravaggio”, che resterà allestita, da domani fino al 30 giugno, nella Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno, con la curatela di Stefano Papetti e Giovanni Morello.

La settimana successiva, il 18 marzo, sarà la volta di “Lotto, Artemisia, Guercino. Le stanze segrete di Vittorio Sgarbi”, a Palazzo Campana di Osimo, in provincia di Ancona, fino al 30 ottobre.

Il 3 settembre si inaugurerà, invece, la mostra “Santa Maria Maddalena. Tra peccato e penitenza da Duccio a Canova”, che resterà aperta fino all'8 gennaio del 2017 nel Museo-Antico tesoro della Santa Casa di Loreto, in provincia di Ancona, curata da Vittorio Sgarbi.

Il ciclo espositivo si concluderà a Senigallia, sempre in provincia di Ancona, dove nella Rocca Roveresca, dal 29 ottobre al 29 gennaio, si potrà visitare “Maria. Mater Misericordiae”, proveniente da Cracovia e realizzata in occasione della Giornata mondiale della gioventù.

La rassegna di Ascoli dedicata all'iconografia di San Francesco (nel 1215 soggiornò nella città predicando per circa due mesi), che ne ripercorre l'evoluzione dal Medioevo alla Controriforma attraverso Cimabue, Vittore Crivelli, Tiziano, Caravaggio, Orazio Gentileschi e molti altri. Una figura quella del Poverello di Assisi che, ha detto il curatore Stefano Papetti, «non è stata univoca» e che se da un lato ha ispirato i maestri più eccelsi con la sua lezione di fede e umiltà, dall'altro è stata usata dalla confraternita per le politiche interne».

Nel 1215 San Francesco visitò per la prima volta le terre del Piceno dove, dopo la sua predicazione, si diffusero conventi maschili e femminili. Di origine ascolana, fu anche il primo Papa francescano Niccolò IV (1288-1292), che contribuì ad arricchire la produzione iconografica legata al Santo d’Assisi e alla sua vita.

La mostra che, invece, porterà dal 18 marzo a Palazzo Campana, per la prima volta in Italia, la collezione Cavallini-Sgarbi, presenterà oltre cento opere, «un assaggio», ha spiegato il critico, «delle 4.000 che possiedo e un omaggio a mia madre, alla sua attività e vitalità».

Si tratterà di una sorta di grande galleria di temi affrontati dagli artisti nell'arco di tre secoli, come il sacro, le allegorie, il ritratto. Saranno esposti capolavori di Guercino, Artemisia Gentileschi, Cagnacci, Lorenzo Lotto e la scuola pittorica delle Marche.

All’interno della mostra, ben rappresentata è la scuola marchigiana con le opere di Nicola Filotesio detto Cola dell’Amatrice, Lorenzo Lotto, Battista Francodetto Semolei, Andrea Lilio, Giovanni Battista Salvidetto Sassoferrato, Pier Leone Ghezzi, Sebastiano Ceccarini, Giovan Battista Nini e Francesco Podesti. Ma anche altre scuole sono ampiamente documentate come quella veneta, emiliana e romagnola, toscana, romana e napoletana.

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