Cavallo di Paladino e Sbarco di Vitali ad Ancona

20 Febbraio 2017

ANCONA. Due maxi sculture arrivano alla Mole Vanvitelliana di Ancona, per una permanenza che sarà temporanea ma più lunga di una normale mostra: resteranno esposte sino alla fine del 2017 e forse...

ANCONA. Due maxi sculture arrivano alla Mole Vanvitelliana di Ancona, per una permanenza che sarà temporanea ma più lunga di una normale mostra: resteranno esposte sino alla fine del 2017 e forse oltre.

Si tratta di “Sbarco” di Velardo Vitali e del celebre “Cavallo” di Mimmo Paladino. “Sbarco”, una imbarcazione metallica lunga quindici metri sostenuta da due figure nude, sarà montato domani, martedì 21 febbraio, nella Corte della Mole della città marchigiana e sarà esposto al pubblico dal giorno siccessivo. Per il 23 marzo poi è in programma un incontro con l'artista, le cui opere fanno parte della permanente al Macro di Roma. “Sbarco” è stato allestito per la prima volta nel 2010 a Pietrasanta e poi a Milano, in un affascinante percorso di riflessione sulla precarietà e la clandestinità.

Nel febbraio 2015 Vitali è stato invitato alla Berlinale come produttore e protagonista del film documentario “Il gesto delle mani”.

Suggestivo l'arrivo del “Cavallo” di Mimmo Paladino, che giungerà dal mare e sarà issato il 18 marzo sul marciaronda della Mole: l'opera in vetroresina, alta 4 metri e mezzo, sarà visibile da più punti della città. Anche in questo caso è in programma un incontro con l'artista, pittore, scultore e incisore italiano beneventano (Paduli, 18 dicembre 1948), uno tra i principali esponenti della Transavanguardia, movimento fondato da Achille Bonito Oliva nel 1980, in una data da definire.

Le opere di Palladino sono collocate in alcuni dei più grandi musei del mondo, tra cui il Metropolitan Museum di New York. L'iniziativa rientra nel progetto intitolato “Mole. Materia dell'Uomo”, voluto da Comune di Ancona e Fondazione Cariverona e organizzato dal Fondo Mole Vanvitelliana. Non è la prima volta che l'ex lazzaretto del capoluogo marchigiano ospita opere “fuori misura”: nel 2005 accolse per vari mesi “Calamita Cosmica”, il gigantesco scheletro realizzato da Gino De Dominicis, anconetano per nascita e romano d'adozione.

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