Ciak, all’Aquila si gira il film sullo scrittore Tondelli

Il regista Andrea Adriatico in città per le riprese di “La solitudine è questa” Qui, il romanzo d’esordio dell’autore fu sottoposto a sequestro per oscenità
Il regista Andrea Adriatico gira da oggi nella sua L’Aquila le riprese del nuovo film La solitudine è questa, dedicato a Pier Vittorio Tondelli, tra i più rilevanti scrittori europei del secondo Novecento. Il primo ciak simbolico del lungometraggio, prodotto da Cinemare con Pavarotti International 23 e sceneggiato da Adriatico con Grazia Verasani e Stefano Casi, è stato dato il 16 dicembre, nel trentennale della morte di Tondelli a soli 36 anni per una malattia che lui scelse di non dire, perché all’epoca l’Aids faceva paura e provocava vergogna e stigma sociale.
La solitudine è questa, titolo mutuato dall’ultimo romanzo di Tondelli Camere separate, sposa documentario e fiction e vede protagonisti i due “intervist/attori” Lorenzo Balducci e Tobia De Angelis e, per la tappa aquilana, la scrittrice Viola Di Grado, tra i sette autori coinvolti nel progetto, nati in quegli anni Ottanta acutamente raccontati da Tondelli in romanzi, saggi, articoli.
Le riprese del film di Adriatico, che da un quarantennio vive e lavora a Bologna, dove ha fondato e dirige l’importante realtà culturale Teatri di Vita, si concentrano tra aprile e maggio nei luoghi di Tondelli: Correggio, dove era nato il 14 settembre 1955; Bologna, città degli studi a fine anni Settanta; L’Aquila, dove il romanzo d’esordio Altri libertini fu sottoposto a sequestro e processo per oscenità, con l’effetto di far notare Tondelli a pubblico e critica; Orvieto, al centro del secondo libro Pao Pao; Rimini, luogo simbolo dell’edonismo anni Ottanta, raccontato nell’omonimo romanzo; Milano, dove Tondelli realizzò importanti progetti editoriali; Berlino, che rappresenta il tema del viaggio e dell’altrove, centrale nella sua opera.
Spiega il regista aquilano: «Una solitudine che è anche quella del viaggiatore: Tondelli era un viaggiatore instancabile, amava celebrare la provincia e mitizzare Europa e America come terre di libertà e piacere. Viaggiare non era solo conoscere altre città e lingue, andare a Berlino o Tunisi sulle orme di autori e artisti amati; spesso bastava una discoteca di Rimini o Riccione per osservare la gente. E così lo immaginiamo: capace di isolarsi nel rumore più assordante, prendendo mentalmente i suoi appunti e intrecciando ineludibilmente vita e scrittura».
Il film è il racconto della sua produzione letteraria e di un’epoca, gli anni Settanta-Ottanta, ma parla anche alle generazioni di oggi. Sulle orme di Tondelli e della sua solitudine, i due protagonisti incontrano sette scrittori contemporanei under 40 (un richiamo all’impegno di Tondelli per gli scrittori under 25, che scoprì e promosse nelle collane curate per l'editrice anconetana Transeuropa), Jonathan Bazzi, Angela Bubba, Viola Di Grado, Paolo Di Paolo, Claudia Durastanti, Alessio Forgione e Alcide Pierantozzi, che raccontano il loro Tondelli attraverso le sue opere: Altri libertini, Pao Pao, Dinner party, Rimini, Un weekend postmoderno, Biglietti agli amici, Camere separate, suo ultimo doloroso romanzo sulla malattia e la morte.