Come è nato “Trio”, Dacia Maraini a Moscufo

3 Novembre 2021

La scrittrice sabato al Frantoio delle Idee, ospite di Cultour, per parlare del suo romanzo sull’amicizia

MOSCUFO. L’associazione Cultour Moscufo presieduta da Mimmo Ferri, ospita la scrittrice Dacia Maraini che presenterà domenica 7 novembre alle ore 16 al Frantoio delle Idee il suo romanzo “Trio. Storia di due amiche, un uomo e la peste a Messina” (Rizzoli).
L'appuntamento sarà impreziosito da intervalli musicaa cura di Gianmarco Di Carlo e le letture di Davide Scorrano. A moderare sarà la giornalista Alessandra Renzetti. «Dacia Maraini è una donna capace di indagare l’animo umano, una penna che sa descrivere egregiamente le figure femminili», osserva Ferri. «Il romanzo che la scrittrice presenterà si concentra su delle missive tra due amiche, impegnate a difendere fino in fondo la loro amicizia».
Sicilia, 1743. Il legame traqueste due amiche viene da lontano, e ha radici molto profonde. È nato quando, ancora bambine, Agata e Annuzza hanno imparato l’arte tutta femminile del ricamo sotto lo sguardo severo di suor Mendola ed è sopravvissuto agli scherzi del destino, che ha reso Agata la sposa di Girolamo e Annuzza una giovane donna ancora libera dalle soggezioni e dalle gioie del matrimonio. Ora, mentre un'epidemia di peste sta decimando la popolazione di Messina, le due amiche coltivano a distanza il loro rapporto epistolare, perché la paura del contagio le ha allontanate dalla città, ma non ha spento la voglia di far parte l’una della vita dell’altra. E anche se è lo stesso uomo ad accendere i loro desideri, e il cuore scalpita per imporre le proprie ragioni, Agata e Annuzza sapranno difendere dalla gelosia e dalle convenzioni del mondo la loro amicizia, che racconta meglio di qualunque altro sentimento le donne che hanno scelto di essere. Oltre ai numerosi parallelismi con l'attualità, come il distanziamento sociale dovuto al Covid-19 che non ha spento i legami autentici momentaneamente alimentati dalla tecnologia, è proprio l'amicizia la punta di diamante di questo libro in cui emerge come il più grande valore, quello per cui vale la pena vivere, a tal punto da soffocare il desiderio per uno stesso uomo.