Cortellesi e Fresi dominano i Nastri d’Argento

ROMA. È «Bangla» di Phaim Bhuiyan la commedia dell’anno ai Nastri d’Argento 2019. Un verdetto a sorpresa nel voto dei Giornalisti Cinematografici che hanno scelto quest’anno il più piccolo e giovane...
ROMA. È «Bangla» di Phaim Bhuiyan la commedia dell’anno ai Nastri d’Argento 2019. Un verdetto a sorpresa nel voto dei Giornalisti Cinematografici che hanno scelto quest’anno il più piccolo e giovane tra i film candidati nella “Cinquina” che da oltre dieci anni segnala il miglior film del genere più frequentato dal cinema italiano. Altra anticipazione sui premi che saranno annunciati oggi, aspettando la serata finale al Teatro Antico di Taormina, è la vittoria di Paola Cortellesi come migliore attrice di commedia per «Ma cosa ci dice il cervello», la originale spy comedy tutta italiana con la regia di Riccardo Milani, marito dell’attrice romana e direttore artistico del Flaiano Film Festival di Pescara, prodotta da Wildside in collaborazione con Sky Cinema e distribuita da Vision Distribution. Un film che mette in luce ancora una volta il talento speciale dell’attrice - che fa il bis ai Nastri di un anno fa con «Come un gatto in tangenziale» - qui nel ruolo di una donna che conduce un’insospettabile doppia vita. La Cortellesi ritirerà il premio questa sera al Teatro Antico.
E ancora per la commedia, trionfo per Stefano Fresi, Nastro per il migliore attore per ben tre film: «C’è tempo» di Walter Veltroni (candidato anche per la miglior colonna sonora di Danilo Rea), «L’uomo che comprò la luna» di Paolo Zucca e, ancora, per «Ma cosa ci dice il cervello» di Riccardo Milani. Proprio a Fresi va anche il Premio Nino Manfredi che ricorda ormai da anni il grande attore protagonista della Commedia all’italiana, scomparso nel 2004 all’età di 83 anni, sul palco del Teatro Antico di Taormina. «Stefano è un vero talento. Lo abbiamo scelto quest’anno insieme ai giornalisti cinematografici», ha detto Erminia Manfredi, la moglie dell’attore che consegnerà anche quest’anno il premio insieme alla nipote Sarah Masten, «proprio per la sua ecletticità, una dote che in lui mi ha sempre colpita. Dal cinema al teatro ha dimostrato, infatti, con grande versatilità, di incarnare un emozionante senso dell’artista a tutto tondo, lo ha dimostrato recentemente in palcoscenico con il suo “Sogno di una notte di mezza estate”, con la regia di Massimiliano Bruno. Proprio come nelle interpretazioni sullo schermo che gli hanno fatto vincere anche il Nastro: in “L’uomo che comprò la luna”, “Ma cosa ci dice il cervello” e soprattutto nella performance da protagonista in “C’è tempo”».
Con i Nastri d'argento sono premiati il film dell'anno, il regista del miglior film, l'esordiente, le attrici e gli attori, i migliori tecnici, il direttore del casting. È stato premiato anche il miglior doppiatore. Il Nastro d'argento è insieme al David di Donatello, promosso dall'Accademia nazionale del cinema italiano.
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