“Credere la luce” Arte sacra in mostra a Giulianova

GIULIANOVA. Si avvia alla chiusura al Mas (Museo d'Arte dello Splendore) di Giulianova la mostra “Credere la luce 7. Il Liturgico e il Sacro” curata da Marialuisa De Santis, direttrice del Mas. L’espo...
GIULIANOVA. Si avvia alla chiusura al Mas (Museo d'Arte dello Splendore) di Giulianova la mostra “Credere la luce 7. Il Liturgico e il Sacro” curata da Marialuisa De Santis, direttrice del Mas. L’esposizione, momento conclusivo di un progetto ideato e realizzato dalla Piccola Opera Charitas col patrocinio del Comune giuliese, può essere ancora visitata fino a venerdì prossimo, dalle ore 15 alle 18. Cinquantuno le opere esposte dal 7 dicembre nel complesso museale di Giulianova Alta, articolate nelle due sezioni annunciate dal titolo di questa settima edizione di “Credere la luce”, salutata da un buon afflusso di pubblico.
Nella sezione dedicata al Sacro sono presenti 41 opere dell’artista emiliano Maurizio Romani (è nato a Roteglia, Reggio Emilia, nel 1955), di origine abruzzese, che vanta nel suo curriculum importanti mostre, personali e collettive, tra cui la partecipazione alla 44esima Biennale di Venezia. Romani si esprime con la pittura a olio, l’incisione e la grafica su temi come le nature morte e il paesaggio oltre al sacro, a Giulianova ampiamente rappresentato in questa rassegna.
La sezione del Liturgico, che presenta dieci pale d’altare dipinte da altrettanti artisti, è scaturita invece da una residenza artistica, rivolta alla realizzazione di un’opera liturgica. Come nelle precedenti edizioni di “Credere la luce” anche stavolta durante la residenza si è svolto un seminario di studi per introdurre gli artisti al tema dell’opera commissionata: in questo caso, una pala d’altare per la cappella della fattoria terapeutica La Pinciara della Piccola Opera, a Villa Volpe, che raffigurasse Maria Regina del Creato in relazione all'enciclica papale Laudato si’. Dal 7 dicembre sono in esposizione le dieci pale degli artisti invitati alla residenza: Francesco Campese (Roma), Chiara Crescioli (Firenze), Paolo De Giosa (San Salvo), Ilaria Del Monte (Milano), Angela Lazazzera (Bari), Emanuele Moretti (Avezzano), Francesco Procopio (Giulianova), Stella Radicati (Lussemburgo), Ricardo Aleodor Venturi (Pesaro), Angela Vinci (Catania). Una commissione di esperti ha scelto l’opera dell’artista fiorentina Chiara Crescioli “La Madonna del Grano” che, benedetta nei giorni scorsi dal vescovo della diocesi Teramo-Atri monsignor Lorenzo Leuzzi, è stata già collocata nella cappella di Villa Volpe. Chiara Crescioli, classe 1974, si è diplomata all’Accademia di Firenze e tra i corsi di arte per la liturgia frequentati ne ha seguito uno anche nel Museo Stauròs d’arte sacra di San Gabriele. Ha esposto in personali e collettive in Italia e all’estero.
La mostra al Mas è accompagnata da due cataloghi curati da Marialuisa De Santis: l’uno contiene gli atti del seminario di studi (testi della curatrice, di don Emilio Bettini, don Enzo Manes, padre Carmine Terenzio, e dei docenti Luisa Franchi Dell’Orto, Alessandra Gasparroni, Gianluigi Simone), una breve introduzione alle opere e le loro riproduzioni; nell’altro, dopo il testo critico, sono riprodotte tutte le opere esposte.
©RIPRODUZIONE RISERVATA