Da Teresa a Maurizio: arriva il film dell’abruzzese Di Lallo

27 Novembre 2019

PESCARA. “Nati 2 volte” del regista abruzzese (nato a Rocca San Giovanni) Pierluigi Di Lallo e prodotto da Gianluca Vania Pirazzoli arriva in sala domani con Zenit Distribution.Il film racconta di un...

PESCARA. “Nati 2 volte” del regista abruzzese (nato a Rocca San Giovanni) Pierluigi Di Lallo e prodotto da Gianluca Vania Pirazzoli arriva in sala domani con Zenit Distribution.
Il film racconta di un difficile passaggio, quello dal corpo di donna, non sentito come proprio, a quello di uomo: per la prima volta in una pellicola girata in Europa si parla della transizione di genere “female to male” (da donna a uomo). Tra commedia e dramma il film, tratto da una storia vera e ambientato nel 1989, segue la storia della famiglia Di Tullio, che temendo il giudizio di una cittadina dalla mentalità provinciale e non riuscendo a comprendere i desideri della figlia adolescente che vuole cambiare sesso, decide di trasferirsi a Milano, una città che non li conosce e soprattutto non li giudica. Lì Teresa intraprende quel lungo percorso che la porterà a diventare Maurizio. La girandola di situazioni grottesche inizia con il ritorno a Foligno, dopo 25 anni di auto esilio a Milano, del quarantenne transgender Maurizio (un ottimo Fabio Troiano). Motivo di questo ritorno nella città natale accelerare la procedura di rettifica del certificato di nascita per completare il processo di transizione con cui da donna è diventato un uomo.
L’ufficiale di stato civile che dovrebbe accogliere l’iterburocratico è Giorgio De Santo, il suo primo e unico fidanzato e quando se lo ritrova di fronte Maurizio non riesce a dirgli la verità. Parte così tutta una serie di equivoci, che porterà il protagonista a fare i conti con il passato che sperava di essersi lasciato alle spalle. Inoltre, Maurizio si invaghisce di Paula (Euridice Axen), attraente paladina dei diritti civili e compagna di Giorgio (Marco Palvetti). «Questa storia mi è arrivata dritta come un pugno», ha detto Di Lallo in una intervista al Centro. «Ho incontrato il vero Maurizio e mi ha affascinato da subito il suo percorso. Tutto è nato da una sua frase: “Sai cosa significa per me farmi la barba?”. Ho immaginato il suo tormento, il suo dramma, in un percorso che se ci pensiamo è folle. Quando ho cominciato a scrivere il soggetto, mi sono voluto mettere in discussione per un film scomodo che ho voluto affrontare in modo delicato». «Nascere in un corpo che non senti tuo è un dramma che interessa sempre più persone in Italia», ha detto poi il regista all’anteprima al Lido di Venezia, come evento collaterale alla Mostra cinematografica. «Inoltre, per i pochi fortunati che riescono, dopo sofferenze fisiche e morali inenarrabili, a compiere la transizione verso il genere a cui sentono di appartenere, c’è da affrontare il pregiudizio della gente, l’arretratezza burocratica di uno Stato che non ha ancora varato una normativa esaustiva che li tuteli, ma soprattutto ci sono da superare i fantasmi delle proprie insicurezze, scorie di una vita passata a nascondersi dai risolini e dalla violenza non solo verbale delle persone che sono loro più vicine». «Mi sono preparato come al solito», ha detto Troiano, «ovvero mi sono documentato, ho parlato molto con il regista, ma non ho voluto incontrare il vero Maurizio (ora Simona Toni), sarebbe per me diventato un ostacolo, mi sarei sempre dovuto confrontare con lui, non sarei stato libero». Nel cast del film, che ha vinto il Premio del Pubblico all'Icff Italian contemporary film Festival di Toronto, anche Rosalinda Celentano, Daniela Giordano, Vittoria Schisano, Riccardo Graziosi, Gabriele Cirilli, Umberto Smaila, Morena Gentile, Tiziana Di Tonno, Laura D'Annibale, Eleonora Pieroni, Nini Salerno, Catena Fiorello e con la partecipazione straordinaria di Francesco Pannofino.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.