Dalla commedia al thriller noir un tris di film inediti in streaming

ROMA. Grazie a Fil Rouge Media e a CG entertainment disponibili in prima visione su CG Digital e sulle principali piattaforme on demand (iTunes, Apple Tv, Chili, Rakuten, Infinity, Tim Vision, Amazon,...
ROMA. Grazie a Fil Rouge Media e a CG entertainment disponibili in prima visione su CG Digital e sulle principali piattaforme on demand (iTunes, Apple Tv, Chili, Rakuten, Infinity, Tim Vision, Amazon, Google Play) tre opere completamente inedite: la commedia romantica “Mi stai ammazzando, Susana”, di Roberto Sneider con Gael García Bernal, “Rosso” il noir di Blienjamín Naishtat ambientato nell'Argentina degli anni Settanta poco prima del colpo di stato, e il racconto di formazione di Jean Paul Civeyrac “Un'educazione parigina”.
“Mi stai ammazzando, Susana” mette in scena Eligio (García Bernal), mediocre attore messicano di telenovelas, diviso fra gli amici e la bella moglie Susana (Verónica Echegui). Un mattino l'uomo scopre che la giovane consorte se n'è andata senza lasciare spiegazioni. Decide allora di fare delle indagini e su internet viene a sapere che la donna si trova negli Stati Uniti, in Iowa, dove è stata ammessa ad un corso universitario per scrittori. Immediatamente Eligio vende l'auto acquista un biglietto aereo e si mette in viaggio per raggiungerla. Dopo averla ritrovata, dovrà confrontarsi con alcune novità, fra cui un enorme scrittore polacco di nome Slawormir con il quale, a quanto pare, Susana ha una nuova relazione.
“Rosso” di Benjamín Naishtat ci porta nell'Argentina degli anni Settanta. Qui Claudio Morán (Darío Grandinetti) è un avvocato affermato in una piccola città di provincia nell'Argentina del 1975, poco prima del colpo di stato militare. Mentre attende la moglie (Andrea Frigerio) nel ristorante che sono soliti frequentare, ha una discussione con uno sconosciuto (Diego Cremonesi). Con fredda arroganza, Claudio riesce a fargli perdere il controllo e poi ad umiliarlo di fronte a tutti. Più tardi però lo sconosciuto cerca di vendicarsi. È l'inizio di un viaggio fra meschinità, animosità e prevaricazioni nascoste dietro la facciata di questa cittadina in apparenza innocente, dove però le persone spariscono in modo sospetto, dove si commettono crimini di cui nessuno sembra essere responsabile e dove nessuno sembra accorgersi dell'avanzare della repressione politica.
“Un'educazione parigina” di Jean Paul Civeyrac si apre con una citazione di Novalis: «Gli uomini percorrono sentieri diversi. Chi li segue e mette a confronto vedrà la nascita di strane figure». Presentato a Panorama della 68a Berlinale, il film ha come protagonisti: Étienne (Andranic Manet) e i suoi compagni della facoltà di cinema. In particolare l'intransigente e seducente Mathias (Corentin Fila) e l'amichevole Jean-Noul (Gonzague Van Bervesselès). A queste si aggiungano una girandola di ragazze, il suo amore di provincia (Diane Rouxel), le sue varie coinquiline tra cui la studentessa all'Accademia di Belle Arti Valentina (Jenna Thiam) e l'attivista Annabelle (Sophie Verbeeck), e infine la più saggia Barbara (Valentine Catzéflis). Così tante personalità che, con l'ardore della gioventù, nutriranno l'educazione del giovane e lo confronteranno con la verità o la menzogna dei propri desideri e illusioni.