De Angelis tra cinema e tv: «Il successo? Può fare anche paura»

20 Settembre 2021

Il riconoscimento per la performance internazionale L’ex cantante ora attrice è attualmente impegnata su tre set 

NAPOLI. Molto più bella di persona che sullo schermo, Matilda De Angelis, ex cantante e ora attrice nata a Bologna nel 1995, ha un cuore sanamente disinvolto che non si cura, se è il caso, di togliersi le scarpe troppo alte, e sicuramente molto scomode, alla cena di gala a Palazzo Reale a Napoli. Questo dopo aver ricevuto il Nastro d'argento per la performance internazionale dell'anno grazie alla sua interpretazione in The undoing, le verità non dette alla prima edizione dei Nastri d'Argento Grandi Serie Internazionali, evento realizzato dei Giornalisti Cinematografici con la Film Commission Regione Campania.
In questo momento è al lavoro a Torino, sul set di una serie prodotta da Netflix Groenlandia in cui interpreta Lidia Poót, la prima donna avvocato d'Italia nel 1880, con la regia di Matteo Rovere, con cui torna a lavorare dopo Veloce come il vento.
Chi era questa donna?
Una che si era laureata a Torino, una che aveva studiato latino da sola ed era assolutamente controcorrente. Allora le donne non si laureavano e lei così pagò lo scotto di essere all'avanguardia tanto da metterci ben 37 anni per essere accettata dall'ordine degli Avvocati. Alla fine ce l'ha fatta, ma a sessant'anni.
Donne e premi: ci sono disparità?
È un discorso sicuramente delicato. La meritocrazia deve esistere, questa è la cosa più importante che va salvaguardata. Ovvero uguale trattamento per tutti. Le quote rosa non devono essere una moda, non si deve dire “questo premio va dato a una donna perché ora si fa così”. Questo è sbagliato, perché così si ridicolizza il problema e perché cercando questo tipo di parità si lascia presupporre un'inferiorità femminile e questo è altrettanto sbagliato.
Tra i suoi film in uscita c'è Il materiale emotivo di Sergio Castellitto, film che andrà al Bifest di Bari.
Qui interpreto la figlia di Castellitto, una ragazza sulla sedia a rotelle: sono paraplegica e anche muta. Recito quindi con metà del corpo e senza voce. Una grande esperienza formativa quella di reggere un film senza proferire parola.
Non è finita: c’è anche un altro film girato per Netflix quest'inverno.
Sì, è Robbing Mussolini, con la regia di Renato De Maria. La storia di un colpo messo a segno a una settimana dalla fine della Seconda guerra mondialem quando un gruppo di ragazzi e ragazze decide di andare a rubare il tesoro di Mussolini. Ce la faranno? Non ce la faranno?.
Cosa cambia quando si lavora all'estero?
In realtà mi è capitato solo con The undoing, le verità non dette, ed ero allora talmente in ansia, schiacciata dalla tensione e dalle star che mi circondavano, come Nicole Kidman, che volevo solo fare bene, essere all'altezza e meritare di essere dov'ero. Quello che cambia davvero in una produzione americana è il tempo che viene dedicato a una singola scena. C'è più attenzione perché il cinema viene percepito come un'industria vera e propria.
I suoi attori di riferimento?
In realtà non ne ho. Cerco di mantenere un mio stile, se devo fare due nomi, direi Kate Blanchett e, sul fronte maschile, Joaquin Phoenix.
Come vive il successo?
È un premio, ma anche una cosa che spaventa. A volte è molto più facile muoversi nella propria “comfort zone”. Ma bisogna stare attenti e ricordarsi un po’ da dove si viene, a sapere dove si va. La paura di perdere il successo fa alzare la posta in gioco proprio come la paura di sbagliare, in ogni progetto ti fa mantenere la tensione giusta