De Luca con “Il Pianto di Alì” racconta i “nostri” piccoli schiavi

15 Ottobre 2021

SCAFA. Edoardo De Luca, classe ’93, residente a Scafa, conosciuto per aver scritto il primo libro su Nunzio Sulprizio dopo la canonizzazione nel 2018, è alla sua quarta opera letteraria. Il nuovo...

SCAFA. Edoardo De Luca, classe ’93, residente a Scafa, conosciuto per aver scritto il primo libro su Nunzio Sulprizio dopo la canonizzazione nel 2018, è alla sua quarta opera letteraria. Il nuovo libro si intitola “Il Pianto di Alì”, ed è una storia incentrata su un particolare tipo di schiavitù, purtroppo, ancora oggi diffusa nel mondo. «La medesima schiavitù, anche se in modo indiretto», spiega l'autore «è molto vicina a noi, perché riguarda lo sfruttamento degli esseri umani per la ricerca del materiale necessario a far funzionare i cellulari, computer e vari apparecchi elettronici di cui facciamo uso quotidiano». Un materiale denominato Coltan che viene estratto principalmente in Congo, con lo sfruttamento di mano d’opera locale di uomini, donne e bambini. Il racconto ha per protagonisti due bambini: uno dalla pelle chiara e senza alcun difetto fisico, che desidera ricevere in regalo il miglior smartphone in commercio. L’altro, da poco arrivato in Italia dal Congo, ha la pelle color cioccolato fondente, zoppica e ha la schiena curva. Questo bimbo quando vede un cellulare scoppia a piangere disperatamente. Il motivo sarà svelato nel corso del racconto. Il giovane scrittore confida: «Ho voluto far conoscere quale sia il vero prezzo, al di là di quello economico, di gran parte della tecnologia oggi a nostra disposizione». (w.te.)