De Sica: è stata mia moglie a convincermi a fare il film

24 Maggio 2016

ROMA. «È stata mia moglie Silvia a dirmi: “Ho letto una sceneggiatura tanto carina, tanto femminile, tanto tenera. Tu che fai sempre dei personaggi misogini, tante parolacce, perché non ci provi e ti...

ROMA. «È stata mia moglie Silvia a dirmi: “Ho letto una sceneggiatura tanto carina, tanto femminile, tanto tenera. Tu che fai sempre dei personaggi misogini, tante parolacce, perché non ci provi e ti dai una ripulita!”. Ho letto la sceneggiatura e mi è piaciuta tantissimo».

Così Christian De Sica, nel corso della conferenza stampa di presentazione di “Fräulein - Una fiaba d’inverno”, ieri al Cinema Barberini a Roma, scherzando sul suo tradizionale ruolo nei cinepanettoni. «Il primo giorno di riprese», ha aggiunto l’attore, «mi mettono un colbacco e il piumino e io li ho guardati e ho detto: “Ma che fate, mi vestite come per i cinepanettoni?”. Però dopo è cambiato».

De Sica, entusiasta, ha poi confessato di essere particolarmente soddisfatto per aver preso parte al film di Caterina Carone perché «al cinema non si fanno mai le storie di amicizia tra un uomo e una donna. Questa è una storia di amicizia e per questo è bellissima».

«Io ho fatto tanti film», ha continuato, «ma raramente mi è capitato di non faticare. È stata una vera vacanza. E mi auguro che mi richiamino per fare qualcosa insieme», ha aggiunto parlando del feeling con Lucia Mascino, la protagonista femminile e la regista. Aggiungendo che spera, la prossima volta, in luoghi «caldi»: «Non potete capire che freddo. Siamo stati seduti sul ghiaccio tre ore, non vi dico in che condizioni era il mio sedere» .

«Ho fatto 10-15 volte lo stesso film», ha raccontato De Sica, «perché sono quelli che hanno grande successo di pubblico e quindi i produttori preferiscono andare sul sicuro. Se sto qui lo devo anche a quei film lì, ma ho cercato con il massimo delle forze di cambiare. Io vorrei fare dei film diversi: ogni attore non desidera altro, ma me ne fanno fare pochi». E ancora: «molti miei colleghi mi hanno chiesto se non avessi paura di fare un film con una debuttante. Ma io non ne ho avuta. Anzi ero entusiasta di scommettermi in un cosa diversa. E meno male che ci sono dei registi che scommettono su questo».

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