Di Blasio, il maestro che nell’arte cercava «la vita e la fratellanza»

17 Dicembre 2014

A dieci anni dalla scomparsa del pittore nato a Chieti Pescara lo ricorda con opere, eventi, testimonianze

di Jolanda Ferrara

PESCARA

«C. redo che per leggere un quadro bisogna viverlo, entrarvi dentro, abitarlo, così come una casa. Oggi nel dialogo tra me e la tela cerco l'istinto per cambiare qualcosa. In questo periodo di incertezze e violenza feroce la pittura cerca la vita, l'incontro, la fratellanza. Ci vorrà del tempo, ma il mondo tornerà migliore». Lo sguardo spinto sempre in avanti, critico con ottimismo, profetico Elio Di Blasio.

Quelle sue parole dette in una intervista rilasciata al Centro anni fa nella sua casa in via Zara a Pescara, sua città d'adozione (Di Blasio era nato a Chieti il 29 agosto 1921), non lontano dal "suo" liceo artistico qualche tempo prima che col suo spirito libero volasse in cielo, risuonano oggi più forte. Un testamento appassionato e generoso come lui è stato: etereo ma incisivo, carattere forte, animato da desideri sociali altissimi. La sua intensa attività artistica si è interrotta il 21 dicembre 2004.

Solo da qualche mese il maestro aveva ricevuto la cittadinanza onoraria dalla città di Spoltore, dove aveva scelto di realizzare il suo studio. Il mondo dell'arte e della cultura abruzzese, i tanti incontrati nel suo cammino poetico lo piansero allora e lo ricordano con immutato affetto oggi. A dieci anni dalla scomparsa, una mostra-tributo e un pugno di appuntamenti, dal 21 dicembre al 18 gennaio, vogliono celebrarne la lezione culturale e umana: libera, generosa, coerente, entusiasta di comunicare.

"Elio Di Blasio: 2004-2014. La memoria e la presenza. Opere, Incontri, Eventi,Testimonianze" è il titolo dato all'omaggio dedicato al protagonista e maestro riconosciuto della corrente Informale, per molti anni insegnante del liceo artistico di Pescara, promotore instancabile della cultura e dell'arte, animatore di una sensibilità artistica diffusa a Pescara con Giuseppe Misticoni (fondatore del liceo) e con gli allievi oggi artisti. Con Del Greco, Misticoni, Febo, Pittoni, Di Blasio aveva spinto avanti lo sguardo, aggiornando i criteri dell’arte sul terreno regionale, ricordava Giuseppe Rosato su Rai Tre il giorno dopo la scomparsa dell'artista. Attraverso oltre cinquant’anni di attività, per tutto il Secondo Novecento, Di Blasio aveva percorso le varie tappe dell’arte d’avanguardia, dell’arte sperimentale.

Dapprima era stato suggestionato dall’Informale, poi dall’arte costruttivista o “neo-gestaltica”, con lavori tridimensionali tra cui i suoi Totem, poi sconfinando nelle installazioni, quindi nel concettuale. «Insomma, un operatore sempre intento a guardare oltre». La mostra che si inaugura domenica 21 al museo Colonna è frutto del lavoro di mesi del gruppo di lavoro “Per Elio” riunitosi immediatamente attorno all'ideatrice, Alessandra Di Blasio, figlia del maestro, e al curatore Antonio Zimarino con Raffaella Cascella, Albano Paolinelli, Paolo Dell'Elce, Mandra Cerrone, Marco Di Blasio, Cecilia Falasca, Ottavio Perpetua, parenti, amici. L'iniziativa ha subito ricevuto il patrocinio del Comune di Pescara e dell’Assessorato alla cultura.

«La sua lezione di umanità e cultura», scrive il critico d'arte Zimarino, «ci sembra oggi più che mai importante non solo per la memoria, ma per la possibilità che essa ci offre per pensare il futuro, pensando che ricordare la sua esperienza possa essere l’occasione per prendere coscienza dell’importanza e dell’identità di una storia italiana nata sulle rive dell’Adriatico». In mostra vi saranno opere che riassumono i vari i periodi di attività di Elio Di Blasio, dagli esordi agli ultimi lavori, prestati da amici e dalla famiglia; un footage video con interviste e documenti visivi e un filmato (fotografie) di diversi momenti della sua carriera, articoli di giornale, foto di opere e altro ancora. Sulla pagina Facebook Elio Di Blasio: 2004-2014 sarà possibile postare un ricordo dell'incontro col maestro. Le testimonianze saranno raccolte e pubblicate.

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