Diodato al Festival: dopo Ozpetek canto Celentano con Nina Zilli

SANREMO . «Taranto c’è in tutto quello che faccio, inevitabilmente: è teatro di una faccenda umana, particolare, tragica». È la sintetica confessione di Antonio Diodato sulla sua Taranto, alla...
SANREMO . «Taranto c’è in tutto quello che faccio, inevitabilmente: è teatro di una faccenda umana, particolare, tragica». È la sintetica confessione di Antonio Diodato sulla sua Taranto, alla vigilia del terzo festival di Sanremo del cantante con “Fai rumore”.
Di cosa parla questa canzone? «Invito a rompere il silenzio, le barriere delle incomprensioni che amplificano alcune considerazioni. Non ho mai scritto pensando di portare il brano a Sanremo: è successo sempre il contrario, sono state le canzoni a portarmici. Ho scritto “Fai rumore” e quando ho capito di essere riuscito ad esprimere con una certa forza ciò che volevo dire, ho pensato che quello potesse essere il palco giusto per amplificare quel messaggio».
“Fai rumore” farà parte dell’album “Che vita meravigliosa”, in uscita il 14 febbraio.
«C’è il vissuto degli ultimi due anni ed è molto personale» confida l’artista. «Do uno sguardo ad alcune considerazioni di vita vissuta, a volte intime, sulla società con cui ho interagito in questi anni». “Che vita meravigliosa” è anche il singolo colonna sonora del film di Ozpetek “La dea fortuna”. «La considero canzone manifesto dell’album», sottolinea. «Racconto la condizione di navigante disperso in mezzo al mare, in cui talvolta ci si diverte e talvolta si ha paura. Ho iniziato a raccontare queste sensazioni e Ozpetek stava girando il nuovo film: ho sentito che c’era un legame della canzone con il film dopo aver letto la sceneggiatura e il regista se n’è innamorato». Nella serata di giovedì dedicata alla celebrazione dei 70 anni del Festival, Diodato propone “24 mila baci” di Celentano in coppia con Nina Zilli. «Mi piaceva giocare in contrapposizione con il brano che porto in gara», spiega. «Nel 2014 mi sono cimentato con l’album “A ritrovar bellezza” in cover di grandi artisti, ma non c’era Celentano che credo sia uno dei più grandi in Italia: è anche un omaggio al rock ’n roll che lui ha portato nel nostro Paese, e poi ha un arrangiamento particolare. Ho chiesto a un’artista come Nina Zilli, che stimo e che questa materia la conosce molto bene, di duettare con me». Cosa si aspetta Diodato da Sanremo? «Mi faccio guidare dal motore della canzone. Il suo messaggio è molto presente e l’ho vissuto cercando di portare me stesso, a raccontare la mia musica. Sono già molto contento di come arrivo a questo Festival, lì si crea quella tensione emotiva impossibile da evitare, spero di fare bene, buone performance sul palco e non penso alla gara».
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