Due danzatrici scivolano nello spazio tra la fine di qualcosa e un nuovo inizio

9 Maggio 2022

PESCARA. Un progetto che indaga il tema della fine e lo spazio sconosciuto tra la conclusione di qualcosa e un nuovo inizio. Nasce da questa idea “What is a fancy word for ending”, lo spettacolo di...

PESCARA. Un progetto che indaga il tema della fine e lo spazio sconosciuto tra la conclusione di qualcosa e un nuovo inizio. Nasce da questa idea “What is a fancy word for ending”, lo spettacolo di danza che va in scena al Florian Espace di Pescara. L’appuntamento è per domani alle 19 e mercoledì alle 20,45, ed è inserito nel cartellone della quinta edizione di Artinvita – Festival internazionale degli Abruzzi, la rassegna ospitata nei borghi della Marrucina fino al 15 maggio e che quest’anno fa per la prima volta tappa nel capoluogo adriatico.
“What is a fancy word for ending”, di e con Anna Basti e Chiara Caimmi, viene realizzato con il supporto di Orbita/Spellbound e Alessio Troya in consolle. Nata da un’idea di Caimmi, la performance analizza quello spazio nel quale vengono rielaborati il dolore e la confusione che nascono con un ultimo bacio dato, uno scatolone da trasloco imballato, un biglietto di solo andata, un progetto al quale si dice addio o un lavoro cambiato. Uno spazio che spesso è uno spazio nascosto a livello sociale, quasi un tabù, ma dal quale bisogna ricominciare.
«Qualcosa che a noi è successo tantissime volte, ma nonostante ciò ogni fine ci coglie impreparate», spiegano le due artiste, «la fragilità, il fallimento e lo spaesamento sono condizioni che rimangono sepolte come un sottofondo sommerso nel rumore di mille nuovi inizi. Nel nostro mondo, in cui chiusa una porta si apre un portone, scegliamo invece di osservare e osservarci mentre la porta si chiude, usando lo spazio scenico come luogo di sperimentazione: cosa accade dopo una fine e prima di un nuovo inizio? Cerchiamo di fermare questo momento sospendendolo, portandolo all’estremo attraverso la reiterazione, ripercorrendolo con il meccanismo del loop e del rewind, come uno studio scientifico per prove ed errori, in cui la cavia siamo noi».
Anna Basti e Chiara Caimmi, artiste residenti di Ostudio Roma, hanno iniziato a collaborare nel 2016 con il progetto di ricerca “Relax nothing is under control”, incentrato sugli effetti dei dispositivi di controllo sul nostro corpo. “What is a fancy word for ending” è stato progetto finalista del Premio PimOff per il teatro contemporaneo, dove ha ricevuto la menzione speciale del pubblico.
Dopo gli spettacoli di Pescara, Artinvita torna venerdì a Crecchio con “La Classe” di Fabiana Iacozzilli e domenica a Guardiagrele con il premio del cortometraggio argentino e balcanico; fino a mercoledì ad Arielli è invece ancora possibile visitare l’installazione video “La memoria delle cose” di Simon Rouby e Michel Lauricella.