E con “Cine Korea” in scaletta i film più premiati a Cannes

23 Giugno 2021

ATRI. Uno spazio significativo di Stills of Peace è dedicato alla cinematografia del Paese ospitato. La rassegna di film originali con sottotitoli in italiano, curata da Pino Bruni, è in programma...

ATRI. Uno spazio significativo di Stills of Peace è dedicato alla cinematografia del Paese ospitato. La rassegna di film originali con sottotitoli in italiano, curata da Pino Bruni, è in programma ogni lunedì nel cortile di palazzo Acquaviva alle 21, ingresso libero. “Cine Korea” propone sei lungometraggi di pluripremiati autori sudcoreani di rilievo nella cinematografia mondiale.
La scaletta si apre il 5 luglio con “Ebbro di donne e di pittura” (2002) di Im Kwon-taek, premio migliore regia al 55° Festival di Cannes, ispirato alla storia del pittore coreano dell’800 Jang Seung-eop, detto Owon, anticonformista, narcisista, bevitore e collerico. Film sulla bellezza dell’invisibile, come lo ha definito il suo autore Lee Chang-dong, “Poetry” (2010), premio per la sceneggiatura a Cannes, è in programma il 12: l’anziana Yang Mi-ja che lavora come badante e soffre un principio di Alzheimer, frequenta corsi di composizione poetica e reading di poesia, dovrà confrontarsi con un orribile delitto commesso dal nipote. Di uno dei cineasti più premiati, Kim Ki-duk, morto 59enne a dicembre per Covid, è in calendario il 19 “Pietà”, Leone d’oro a Venezia: l’enigmatico rapporto tra il trentenne Kang-do, brutale esattore degli strozzini, e una donna che sostiene di essere sua madre. Il 26 “Snowpiercer” (2013) dell’acclamato Bong Joon-ho, Oscar sei anni dopo per “Parasite”: dalla distopia ambientata su un treno in perenne corsa nel mondo del 2031 immerso in un’era glaciale è stata tratta la serie Netflix giunta alla seconda stagione.
Il 2 agosto il violentissimo cult movie di Park Chan-wook “Oldboy” (2003), Gran premio della giuria a Cannes: la vendetta di un uomo rapito e rinchiuso per 15 anni in una cella-appartamento senza sapere il perché. Infine il 9 “La collina della libertà” (2014) di Hong Sang-soo: tornata a Seoul da un ritiro di salute in montagna, Kwon riceve un pacchetto di lettere senza data del giapponese Mori, che stava per dichiararle il suo amore prima che lei partisse. (afu)