Fassari sull’orlo di un fallimento stasera al Teatro dei Marsi

11 Gennaio 2018

AVEZZANO. “Per ciò che è stato” è il titolo dello spettacolo che andrà in scena, stasera alle 21, nel Teatro dei Marsi di Avezzano. Lo spettacolo, per la regia e la drammaturgia di Mauro Santopietro,...

AVEZZANO. “Per ciò che è stato” è il titolo dello spettacolo che andrà in scena, stasera alle 21, nel Teatro dei Marsi di Avezzano. Lo spettacolo, per la regia e la drammaturgia di Mauro Santopietro, vedrà in scena Antonello Fassari, Alessia Giangiuliani, Antonio Tintis e lo stesso Mauro Santopietro.
La storia. La sala conferenze di un’azienda sull’orlo del fallimento diventa crocevia di paure, desideri e speranze per un imprenditore tradito dallo Stato ma determinato a mantenere salda la sua posizione conquistata. Una volontà che porta Fausto (il protagonista della storia) a mancare spesso nei confronti della famiglia, togliendo spazio al suo ruolo di padre pur di farsi carico di un’intera azienda.
«Credo in un teatro civile, fondamentale oggi per recuperare un rapporto logoro con chi è protagonista quanto gli attori sulla scena: il pubblico», dice Mauro Santopietro. «Sono convinto si debba tornare a raccontare delle storie "popolari" alle quali il pubblico possa partecipare in maniera attiva, cercando un vero e proprio dialogo capace di moltiplicare le narrazioni per similitudini e confronto. Tornare ad un teatro popolare, nell'accezione migliore del termine, è dunque il mio obiettivo. Renderlo il più possibile raffinato nelle strutture drammaturgiche e registiche è la sfida nella quale mi sono lanciato lavorando a questo progetto. Se poi fosse vero l'assioma per cui "Tu sei il tuo lavoro" questo potrebbe aprire oggi le porte ad una discussione civile e popolare. Ho quindi immaginato un imprenditore, un uomo, un territorio, prendendo spunto dalle tantissime storie di cronaca che vedono protagonisti imprenditori in rovina per colpa di una cattiva politica o di situazioni compromesse da cavilli e comportamenti scorretti di esseri umani o di strutture pubbliche e private».
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