Federico Perrotta: «La mia estate in giro tra progetti e festival»

12 Luglio 2021

L’attore in scena a Pescara a luglio e Alba Fucens in agosto E il 27 luglio ritirerà un premio al Film Festival di Allumiere

PESCARA. Un’estate abruzzese tra mare e montagna è in programma per Federico Perrotta. L’attore, originario di Chieti, sarà in Abruzzo per due importanti tappe, la prima il 18 luglio a Pescara nell’ambito della rassegna “Estatica” con lo spettacolo "Se la panchina parlasse... diario indiscreto di un sedile malizioso" di Pier Francesco Pingitore, la seconda il 16 agosto tra gli scavi del sito archeologico di Alba Fucens con “I matti di Dio” per la nuova edizione di “Alba Off”.
Nato in Abruzzo, cresciuto artisticamente nella capitale, poi in giro sui palcoscenici di mezza Italia. Cosa vuol dire per lei tornare a casa?
Mia moglie Valentina, romana, dice sempre che non ha sposato un abruzzese ma una causa. Io parlo in continuazione della mia terra d’origine, mi informo, leggo quotidianamente le notizie dell’Abruzzo prima che quelle nazionali. È una questione di collegamento viscerale. Tornare a recitare quest'estate nell’arena del porto turistico di Pescara mi emoziona molto. E l’emozione è doppia perché riesco a far uscire da Roma un mostro sacro della tv italiana come Pingitore, che a 87 anni è contento di accompagnare la sua compagnia a Pescara dopo aver fatto il tutto esaurito nella capitale. E sono contentissimo di essere il direttore artistico di TorreEstate a Torre de’ Passeri
Ha iniziato studiando recitazione, poi ha frequentato l’accademia Corrado Pani, il Duse Studio di Francesca De Sapio e tanti altri stage e corsi. Quanto è importante oggi nel mondo dei talent la formazione?
C’è differenza tra il talento o il pensare di aver talento e studiare per rafforzarlo e aggiungere a una caratteristica naturale la tecnica necessaria per salire sul palco. Si deve studiare sempre, anche se si partecipa a un talent, poi si deve avere il coraggio di ricominciare. Il mondo di oggi ti offre troppe occasioni effimere, momenti di popolarità e poi l’oblio. Sono caduto tante volte e cerco di rinascere dai provini andati male, dal telefono che non squilla mai e dalla pigrizia. E tutto ciò lo arricchisco con lo studio. Studiare significa anche andare a vedere uno spettacolo o magari osservare come si muove un grande artista sul palco.
Si prepara a ritirare un importante premio cinematografico e ha diversi spettacoli in programma. Che estate sarà la sua?
Sarà un’estate in giro per i festival. Sarò a Pescara con Pingitore, e questo mi onora, sto preparando poi il debutto che avverrà in Abruzzo il 16 agosto con “I matti di Dio” ad Alba Fucens in anteprima nazionale. E il 27 luglio ritirerò un premio al festival del cinema di Allumiere. Insomma un'estate ricca direi!
Cosa vuol dire per lei tornare in teatro, tornare a recitare davanti al pubblico dopo tanti mesi di lockdown?
Significa riappropriarsi di una parte di vita che ci è stata strappata per quello che stava accadendo. Con la conferma che lo spettacolo dal vivo non può, non poteva e non potrà mai essere sostituito con lo spettacolo in streaming. Sia per l’esperienza emotiva dell’attore in scena, sia per l’emozione che vuole trasferire allo spettatore.