Festa di Roma Il cinema italiano cala un poker

12 Ottobre 2016

ROMA. Domani si parte. L'undicesima edizione della Festa di Roma (13-23 ottobre), la seconda a cura del direttore artistico Antonio Monda, perfeziona la sua formula di celebrazione del cinema e...

ROMA. Domani si parte. L'undicesima edizione della Festa di Roma (13-23 ottobre), la seconda a cura del direttore artistico Antonio Monda, perfeziona la sua formula di celebrazione del cinema e incontro con il pubblico e si annuncia una macchina ben oliata che funziona tra star, film, politica, musica e soprattutto incontri ravvicinati. Tra i 32 personaggi di livello che scenderanno in campo in questo festival che guarda alle esperienze di New York e Londra, ci saranno Roberto Benigni, Meryl Streep, Oliver Stone, David Mamet, Don DeLillo, Tom Hanks, Jovanotti, Bernardo Bertolucci, Werner Herzog, Paolo Conte, Elio e Le Storie Tese e gli artisti Gilbert & George.

«Una festa mobile», l'ha definita la presidente della Fondazione cinema per Roma, Piera Detassis, mentre Monda si è affidato a parole come «discontinuità, varietà, qualità e internazionalità (sono ben 26 i Paesi rappresentati ndr)».

Per l'Italia, tra gli undici film presenti, quattro sono nella selezione ufficiale: 7 Minuti di Michele Placido; Maria per Roma di Karen Di Porto; Naples '44 di Francesco Patierno e Sole cuore amore di Daniele Vicari. Tra questi Monda ha lasciato intendere che sorprese potrebbero venire, come accadde l'anno scorso per Jeeg Robot, da Maria per Roma, commedia su una donna confusa che vive la sua vita tra turisti e impegni quotidiani.

Sul fronte retrospettive ce ne sarà una sulla politica americana a ridosso delle elezioni presidenziali negli Usa. Sedici film da Advise and Consent di Otto Preminger a Lincoln di Steven Spielberg fino a Milk di Gus Van Sant. E ancora una retrospettiva su Tom Hanks che riceverà il premio alla carriera e sarà protagonista di un incontro con il pubblico; e, infine, una su Valerio Zurlini. Omaggi invece a Michael Cimino, il regista del Cacciatore e dei Cancelli del cielo scomparso lo scorso anno; a Luigi Comencini, nel centenario della nascita; e, tra gli altri, a Gregory Peck con il film Vacanze romane proiettato in Piazza di Spagna in collaborazione con l’Associazione via Condotti. In questa occasione la Casa del Cinema ospiterà il documentario A Conversation with Gregory Peck di Barbara Kopple e un incontro con Cecilia e Anthony, figli dell'attore.

Il festival, che durerà quest'anno un giorno in più, avrà cinque pre-aperture - da Inferno di Ron Howard a In guerra per amore di Pif - e in apertura Moonlight di Barry Jenkins, storia di un ragazzo di colore che, nel posto sbagliato, ovvero nel ghetto di Miami, scopre di essere omosessuale. In odor di Oscar anche Manchester by the sea con Casey Affleck e Michelle Williams e The birth of a nation di Nate Parker, storia di uno schiavo che diventa leader del suo popolo. Attenzione poi a Denial di Mick Jackson con la storia di David Irving, storico negazionista dell'Olocausto e autore del processo per diffamazione che ha intentato contro la storica Deborah Lipstadt (Rachel Weisz). E ancora tra i documentari da non perdere quello sui Rolling Stone, Rolling stone olè olè che segue il tour del gruppo in dieci città latinoamericane nei primi mesi del 2016.

Fil rouge di questo festival - costato 3 milioni e 400mila euro (stesso budget dell'anno scorso), la diversità «in tutti i sensi, dalla sessualità alla religione». Tra gli eventi del “festival diffuso” proiezioni nel carcere di Rebibbia e la rassegna Migrarti alla scuola multietnica Di Donato e, infine, la solidarietà ai terremotati di Amatrice nel gemellaggio con le iniziative di Io ci sono, con Raoul Bova tra i protagonisti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA