Fiabe di Andersen, Calvino, Rodari per lo spettacolo “L’Albero di Lele”

10 Dicembre 2022

L’AQUILA. Tanti rami per tante storie colte una ad una durante la rappresentazione come un frutto magico; un frutto che crea personaggi in carne ed ossa, giochi teatrali, danze di spiriti e animali...

L’AQUILA. Tanti rami per tante storie colte una ad una durante la rappresentazione come un frutto magico; un frutto che crea personaggi in carne ed ossa, giochi teatrali, danze di spiriti e animali fantastici. Va in scena domani, ore 17.30, al teatro Zeta di Monticchio, all’Aquila, “L’Albero di Lele”, libero adattamento dalle favole di Andersen, Grimm, Calvino, Rodari e altri, a cura di Manuele Morgese, con la regia e le musiche originali di Rolando Macrini, con in scena Dario Marconi, Ida Mastrilli, Flavia De Benedictis. Una produzione Compagnia Teatrozeta – Young Company L’Aquila.
«« L’Albero del Sole era un albero magnifico, la sua chioma si estendeva per molte miglia, essa era in realtà una vera foresta, ciascuno dei suoi rami più piccoli era a sua volta un intero albero, vi erano palme, faggi, pini, platani, sì, tutti questi tipi di alberi che esistono da un capo all’altro del mondo, che qui crescevano come ramoscelli sui grandi rami i quali, coperti di verde, formavano prati pieni di fiori e magnifici giardini. Vi era un castello di cristallo con vista su tutti i paesi del mondo. Il sole vi brillava sempre, infatti lo chiamavano l’Albero del Sole». Così Andersen descrive questo bellissimo albero-foresta-giardino nella sua favola “La pietra filosofale” e sembra proprio che parli dell’Albero di Lele. L’Albero gigante – scenografia dello spettacolo – è la macchina teatrale attorno a cui Rolando Macrini, che ha collaborato con la Mama Experimental Theatre Club di New York, muove gli attori danzatori attraverso la narrazione delle favole classiche dei grandi autori italiani e stranieri. In scena uno spettacolo di figura (adatto a bambini e ragazzi dai 4 anni in su) che fa delle suggestioni, della musica, del gioco di luci e dell’estetica in particolare una cifra in linea con la sperimentazione della compagnia Teatrozeta – Young.