Fiorello show alla finale Il televoto va in tilt Bolle incanta col Boléro

11 Febbraio 2024

Il co-conduttore mattatore. E dai cantanti messaggi e baci Amadeus chiede «rispetto» al pubblico e ricorda le foibe

«Eccoci. Mettetevi comodi. Qui quando il 28° concorrente arriverà sul palco il primo è già in tournée, vi avverto». È Fiorello co-conduttore ufficiale che con la sua ironia fulminante chiarisce subito, forte di ben 4 esperienze insonni di finalissime, che la serata sarà lunga, ma proprio lunga prima di arrivare, intorno alle 2.15 di notte a proclamare il vincitore della 74ª edizione del Festival della canzone italiana. Meglio godersi lo spettacolo allora. Soprattutto se incanta con un Boléro di Ravel danzato alla perfezione da Roberto Bolle accompagnato da 18 danzatori.
I cantanti sono tutti festosi in festa (Dargen D'Amico canta Onda Alta e poi bacia Mara Venier: Amadeus lo ringrazia «per avere portato come sa fare allegria e al tempo stesso riflessioni profonde» con il suo brano che parla dei bambini vittime delle guerre. I Negramaro – presentati da Fiorello che imita i gorgheggi di Giuliano Sangiorgi – propongono Ricominciamo tutto e urlano: «Viva la musica, viva la libertà, viva la pace».O Mahmood che convince con la sua Tuta Gold, sfoggiando una tuta oro come quella della canzone, e ringrazia «tutte le artiste e gli artisti che ci hanno regalato la loro visione del mondo in maniera totalmente libera su questo palco. Viva le differenze e la libertà di pensiero sempre e comunque».
E ancora la bella BigMama, icona della body positivity, vestita in rosso, che dedica la sua esibizione «a tutte le persone insicure, a chi prova vergogna: credete sempre in voi stessi, credete nei vostri sogni e se volete ballare, ballate. Lo faccio per voi e anche per me»). C’è spazio anche per il ricordo del dramma delle foibe. L’orchestra diretta da Leonardo De Amicis suona Io che amo solo te di Sergio Endrigo: «Era nato a Pola», racconta Amadeus «e nel 1947, a causa delle cessione dell’Istria alla Dalmazia, fu profugo con la madre. Un dramma vissuto da tanti connazionali. Le milizie misero atto una strage di massa. Nelle foibe è morta una quantità incredibile di persone, una delle pagine più tragiche della storia».
A votare è il pubblico da casa. L'attenzione è altissima: il record del televoto causa subito difficoltà a smaltire il traffico degli sms. In apertura Amadeus rivela la classifica provvisoria che vede in testa Geolier seguito da Angelina Mango (che ha vinto il Premio Lucio Dalla della sala stampa con la sua La noia) e Annalisa. Poi Ghali, Irama, Mahmood, Alessandra Amoroso, Loredana Bertè, Diodato, Alfa, Il Volo, Emma, Gazzelle, Fiorella Mannoia, The Kolors, Il Tre, Santi Francesi, Mr.Rain, Negramaro, Ricchi e Poveri, Dargen D'Amico, BigMama, Rose Villain, Clara, Maninni, Renga Nek, BNKR44, La Sad, Fred De Palma, Sangiovanni.
Il pubblico rumoreggia, e stavolta, dopo i fischi al rapper napoletano vittorioso nella serata delle cover (vedi articolo in basso), il direttore artistico interviene: «È come essere allo stadio, ci sono i gruppi, i fan ed è giusto che sia così. Ci sta il disappunto, ma vi chiedo il rispetto per tutti i cantanti in gara».
La danza in questa finale è regina e Fiorello chiarisce subito anche questo, arrivando sul palco con una rivisitazione della celebre “L’uomo in frack” su un tappeto musicale originale, un mash-up tra Domenico Modugno e Michael Jackson. Vestito con un frack con profili led, accompagnato dai ballerini della Compagnia ucraina di danza hi tech di Kiev. «Per fare questo numero sono stato in carica tutto il pomeriggio», scherza lo showman, che è un ciclone: «Quest’uomo ha fatto cose incredibili, sta facendo cose straordinarie», dice dell’amico che in 5 conduzioni di Sanremo ha polverizzato tutti i record di ascolto (il 67.8% di share messo a segno dalla serata cover rappresenta il miglior risultato del venerdì dell’era Auditel, dal 1987. Al secondo posto proprio l’edizione 1987, condotta da Pippo Baudo, con il 67.50% della penultima seratal). «Tu hai fatto il 67% (il picco ndr.): non sei più un partito, sei una coalizione da solo. Questo vince le europee e si prende l'Eurofestival, state attenti». «È il nostro ultimo festival», ricorda Fiorello mentre il pubblico urla “noooo”. «Ha bisogno di riposo, perché quando finirà andrà a fare i Soliti ignoti, i pacchi, il capodanno di Rai1, l’Arena Suzuki. Sai a chi penso? A Josè». E, rivolto al figlio del direttore artistico in prima fila: «Sono 5 anni che sei lì, gli italiani ti hanno visto crescere su quella poltrona. L’anno prossimo te tocca andà a scuola. E il professore appena ti vedrà dirà: Josè Sebastiani, con il codice 01, vieni interrogato». Poi si dice «un po’ emozionato per quello che dovrò fare dopo, , so che devo stare attento a quello che dico. Non mi coinvolgere nei tuoi loschi traffici, perché sto accanto a te, sono un co-coinvolto, qualsiasi cosa uno dica. Uno oggi mi fa: Fiore in bocca al lupo. Io rispondo: crepi il lupo. E lui: ma i lupi, la natura... Ma perché il lupo sì e la balena no?».