Geena, i 60 anni di una femminista a Hollywood

21 Gennaio 2017

LOS ANGELES. Era il 1989 quando sul palco dello Shrine Civic Auditorium di Los Angeles, Melanie Griffith e Don Johnson consegnavano a una giovane Geena Davis, allora 33enne, l’Oscar per la Migliore...

LOS ANGELES. Era il 1989 quando sul palco dello Shrine Civic Auditorium di Los Angeles, Melanie Griffith e Don Johnson consegnavano a una giovane Geena Davis, allora 33enne, l’Oscar per la Migliore attrice non protagonista, per il film Turista per caso. Ora la Davis di anni ne ha 60, li compie oggi, ma rimane una delle attrici più amate di Hollywood.

La Davis inizia la sua carriera al cinema nel 1982, quando Sydney Pollack la ingaggia per Tootsie accanto a Dustin Hoffman. Altissima, di talento e dotata di una bellezza non convenzionale la Davis non fa fatica a farsi conoscere ed apprezzare a Hollywood. Nel 1986 arriva il successo de La Mosca, sul set del quale conosce il suo secondo marito Jeff Goldblum.

Non finirà bene, in tutto si sposerà quattro volte, e solo l'ultimo matrimonio, con il dottor Reza Jarrahy, sarà destinato a durare e la renderà madre, a 46 anni. Nel 1988, anno in cui gira il film che la porterà all'Oscar, viene diretta anche da Tim Burton in Beetlejuice, spiritello porcello, ma è Ridley Scott, nel 1991, che le regala il ruolo della carriera: diventa l'indimenticabile Thelma Dickinson di Thelma & Louise, il film che la vede accanto a Susan Sarandon e che le regala l'ascesa all'olimpo del cinema, facendola diventare l'idolo delle femministe di tutto il mondo e, al contrario, la vede costretta a subire le critiche di chi, fra gli uomini, da quel film si sente attaccato: «Non tutti gli uomini si identificano nei camionisti sboccati o negli stupratori e se lo fanno hanno problemi molto più grandi che quello di essere mal rappresentati in un film», aveva detto in quell'occasione l’attrice. «Thelma & Louise ha aiutato tante donne a non sentirsi sole e a far sentire la loro voce. Le giovani ragazze devono sentirsi capaci di fare qualunque cosa e non di essere destinate a fare da arredamento all'interno di un mondo tutto al maschile».

Quel ruolo la farà diventare un'attivista a favore dei diritti delle donne.

«Ci sono ragazze che ancora oggi mi ringraziano per quel film. È stato proprio allora che ho deciso di “scendere in campo” per aiutare le donne», ha dichiarato la Davis. Aggiungendo: «La strada però, almeno al cinema è ancora lunga: a parità di battute le donne sono comunque meno protagoniste degli uomini. Spesso, quando loro parlano, vengono inquadrati i colleghi maschi. Per non parlare del fatto che i personaggi femminili sono, ancora troppo sovente, insignificanti e banali e le donne sono utilizzate solo per la loro avvenenza. A una certa età, poi, non c'è più spazio per le donne, al cinema».

E allora, la Davis, che a 60 anni non ha certo intenzione di ritirarsi dalla scena, ha recentemente virato per il piccolo schermo, ormai fonte creativa importante per molti ruoli femminili di peso. Recentemente è stata protagonista di The Exorcist, la serie tv andata in onda anche su Fox e ispirata al film horror per eccellenza, L'Esorcista, uscito nel 1973, del “regista del male” William Friedkin.

«Quello che mi ha convinto a far parte di questo progetto è che non si trattava di un sequel o di un remake. Onorava il cult di Friedkin ma non voleva sostituirlo in alcun modo». Il successo di The Exorcist le ha fatto ottenere per il 2017 altri due ruoli al cinema. Uscirà infatti a fine gennaio, in America, Majorie Prime che la vede recitare accanto a Jon Hamm e Tim Robbins e, più tardi nell'anno, l'indipendente Don't Talk to Irene, altro lavoro dalla forte tematica femminile, che racconta di una ragazza che riesce a vincere le proprie insicurezze legate ai chili di troppo.

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