Gianluca Ginoble: ho una vita da star ma Montepagano resta la mia casa

Il cantante del Volo, il trio acclamato in tutto il mondo, si racconta: «I nostri fan più calorosi sono in Sudamerica e negli Stati Uniti ma non voglio abitare in un posto diverso dalla mia regione»
di Lalla D’Ignazio
Essere una pop star internazionale a 21 anni: cose che capitano negli States. Eccezione assoluta nel Vecchio Continente, in Italia poi è una autentica rarità. Gianluca Ginoble da Montepagano di Roseto degli Abruzzi è una di queste, le altre sono i suoi compagni di musica e avventura Ignazio Boschetto e Piero Barone. Ovvero il trio Il Volo, che l’America, da Nord a Sud, l’ha conquistata a colpi di belcanto italiano. L’Italia, che pure i tre ragazzi li aveva lanciati adolescenti dagli schermi tv del programma “Ti lascio una canzone”, è rimasta per un po’ uno dei pochi Paesi dove il baritono Gianluca, e i tenori Ignazio e Piero non si erano ancora affermati alla soglia dei vent’anni: la consacrazione è arrivata con la vittoria di Sanremo 2015. Ora anche il Belpaese è ai loro piedi. E loro continuano a girare per il mondo con le melodie di ieri e di oggi cantate sui palchi più prestigiosi. Lunghe tournée poi il ritorno a casa. E in barba a Miami, San Paolo e New York, per Gianluca il borgo di Montepagano dove è nato e vive la sua famiglia è il paradiso.
Appena rientrato “in patria”. Dove siete stati?
Siamo stati un mese tra Messico, Argentina, Brasile, New York, e ripartiamo tra una settimana. Siamo in giro promozionale con il progetto “Notte magica. Tributo ai tre tenori – Placido Domingo, José Carreras e Luciano Pavarotti” registrato lo scorso primo luglio a piazza Santa Croce a Firenze. Il maestro Domingo dirigeva orchestra alternandosi con il maestro Marcello Rota, lo stesso di Andrea Bocelli. Il 30 settembre è uscito il disco e a ottobre abbiamo fatto la promozione in Sudamerica e fra poco ripartiamo per gli Usa.
Qual è il vostro pubblico oltreoceano?
In Sudamerica anche le nuove generazione conoscono il nostro repertorio e lo amano, e lì c’è il pubblico più caloroso. Negli Stati Uniti il tipo di pubblico è anche più giovane.
Le grandi band finiscono per litigare, come è il rapporto con Ignazio e Piero?
Non mi voglio nascondere, ci sono delle discussioni tra noi, abbiamo teste diverse: io sono abruzzese “capatosta”, voglio avere ragione. Ma l’obiettivo è unico per tutti è tre: fare musica ed essere felici. E ci riusciamo.
I lati migliori di Ignazio e Piero?
Di Ignazio la simpatia, ti fa fare sempre una risata. Di Piero apprezzo tanto la dedizione nel fare le cose, è una forza.
Chi di voi tre piace di più alle ragazze?
Faccia un giro tra quelle che conosce e lo saprà.
C’è qualcuno nel cuore di Gianluca?
Per un artista è importante esprimere emozioni attraverso la voce e...sì, penso a qualcuno e questo mi aiuta anche sul palco.
Avete cantato con Barbra Streisand, Tony Bennett, i grandi. Come si sentiva sul palco al loro fianco?
Le prime volte era difficile. Sono ormai 7 anni che siamo Il Volo e ci siamo un po' abituati, e poi è bello condividere serate con gente del mondo della musica, ci capiamo superando confini di età e nazionalità. Cantiamo con icone internazionali, ma anche sul lungomare di Roseto.
Quali sono gli artisti di ispirazione?
Bennett, Sinatra, Dean Martin lo adoro, è abruzzese come me, Perry Como, anche lui originario della mia terra. Io non ho mai ascoltato la musica lirica, da piccolissimo ho cominciato a sentire Modugno, Alex Baroni, Tiziano Ferro. Soprattutto Bocelli, con lui mi sono avvicinato alla lirica.
Quale il concerto che le è rimasto nel cuore?
Tanti. Certo quello con Barbra Streisand a Los Angeles, all'Hollywood Bow, davanti a 18 mila persone, ma anche quello nella mia Roseto, al Palazzetto dove andavo a sentire Giorgia è stato magnifico.
Cosa ascolta in questo periodo?
I Clodplay, Lady Gaga, Ferro, Mengoni, Bruno Mars. Meno la lirica, sono curiosissimo e mi piace prendere spunti.
La tv le piace? La guarda?
Molto, soprattutto Sky, vedo Edicola Fiore, ci andremo il 21novembre. E X Factor.
Viene da un talent e le piacciono i talent dunque
Diciamo che li guardo, c’è la musica. A volte ho perplessità sui giudici: piuttosto che gente che ha bisogno di visibilità ci vorrebbe gente del mestiere, che non seleziona solo a proprio gusto: quei ragazzi hanno un sogno che non può essere spezzato per errore.
Va al cinema?
Sì. Di recente ho visto “La ragazza del treno”, devo dire che mi è piaciuto più il libro. E poi vedo tutti i film della Marvel e della Disney, mi piacciono i thriller psicologici, tra i miei preferiti c’è “L’uomo bicentenario” con Robin Williams, ma vedo anche gli horror, dipende da come mi sento: magari se sono triste mi vedo un cinepanettone con De Sica, se sono allegro vado con l’horror.
Lo sport è una sua grande passione?
Sì, a Montepagano gioco da sempre a calcio. E sono nella Nazionale cantanti, sono una punta e ho piazzato un bel gol allo Juventus Stadium davanti a 40mila persone: magnifico. E abbiamo giocato a Rieti per i terremotati: una mano quando si può si deve dare sempre. Ho il Pescara nel cuore, Sebastiani mi ha anche regalato la maglia biancazzurra. Speriamo di restare in serie A.
Da ragazzino di provincia a giovane un uomo che porta l’Italia e l’Abruzzo nel mondo. Soddisfatto di sè?
Sì sono contento. Ho appena preso una bella casetta a Montepagano con giardino e una vista del mare da Roseto a Pescara. Non vorrei abitare in un altro posto che non sia l’Abruzzo. Io ne parlo sempre della mia regione. Anche perché non la conoscono. Ma come, dico io, nun cunusc’ lu Montepulcian?”, li prendo in giro , li chiamo vocc’apé, mbapì. Con D'Alfonso, quando mi hanno dato la cittadinanza onoraria di Lettomanoppello, abbiamo parlato di questo: dobbiamo dare lustro all’Abruzzo all'estero, perché vale la pena conoscerlo. Io attraverso la musica faccio la mia parte.
Cosa vede nel suo futuro?
Non penso al futuro, sono connesso al presente. Mi fido di me, so che al momento giusto farò la cosa giusta, non so perché lo penso, posso fidarmi del mio istinto e di quello che mi dicono testa e cuore.
©RIPRODUZIONE RISERVATA