Giappone Abruzzo cinema: dai romanzi a grandi film

25 Giugno 2024

PESCARA . Il Paese del Sol levante con il suo mistero affascina, incuriosisce, cattura. Il suo cinema incalza e ormai ha conquistato dall’Europa a Hollywood. I numeri registrati l’estate scorsa dalla...

PESCARA . Il Paese del Sol levante con il suo mistero affascina, incuriosisce, cattura. Il suo cinema incalza e ormai ha conquistato dall’Europa a Hollywood. I numeri registrati l’estate scorsa dalla rassegna di cinema giapponese organizzata al Mediamuseum di Pescara dall’Associazione Giappone – Abruzzo con l’Associazione Flaiano hanno suggerito di ripetere l’appuntamento con 4 serate dedicate alla cinematografia giapponese che illuminerà gli schermi del Massimo da oggi a venerdì 28 giugno. Il tema della rassegna “Giappone Abruzzo Cinema” è “Dal testo all’anime, dal manga al live action”: rivolgendo una speciale attenzione al mondo dell’animazione, si fa riferimento alla tendenza in molte opere e autori ad abbattere i confini tra colto e pop, creando una contaminazione positiva tra letteratura, fumetto e cinema di animazione. I 5 film scelti – proiezioni alle ore 19, ingresso gratuito – sono esemplificative di questa tendenza, ma nella selezione, si legge nella nota degli organizzatori, «si è tenuto conto anche dei temi sociali sottesi alle trame, che messi in luce nella realtà giapponese (non solo contemporanea) offrono spunti di riflessione anche per il nostro contesto attuale».
IL PROGRAMMA Sakuran di Mika Ninagawa (2006) apre il festival. Tratto dal manga omonimo di Moyoco Anno, è il colorato ritratto della vita di una cortigiana nel quartiere di piacere dell’antica Edo, lo Yoshiwara, e del suo caparbio percorso per liberarsi dalle maglie di un’esistenza mai accettata, in cui risuona forte il senso di empowerment che la regista nipponica vuole trasmettere alle generazioni più giovani. Domani nella serata-omaggio a un direttore di culto dell’animazione, Satoshi Kon, verranno presentati due suoi celebri lavori: “Tokyo godfathers” (2003) che si ispira all’opera di Peter B. Kyne, “The Three Godfathers” (1913) in cui gli ultimi della società rivelano con umanità e comicità slapstick i loro conflitti interiori; e Paprika, tratto dall'omonimo romanzo di Yasutaka Tsutsui, presentato a Venezia nel 2006, film di fantascienza e insieme thriller psicologico sulla manipolazione del subconscio. Giovedì ecco “Our little sister” di Hirokazu Koreeda (2015), lavoro forse meno noto del grande autore nipponico (“Affari di famiglia”, “Le verità”, la serie Netflix “Makanai”), tratto dal manga “Our Little Sister - Diario di Kamakura” di Akimi Yoshida e presentato in concorso a Cannes. Film tutto al femminile sui legami familiari, è la storia di 4 “piccole donne” che si fanno strada nel mondo grazie alla loro alleanza. Il gran finale del 28 è affidato al bellissimo Inu-oh di Masaaki Yuasa (“Mind Game”, “Ride your wave”), film d’animazione del 2021 tratto dal romanzo di Hideo Furukawa “The Tale of the Heike: the Inu –õ Chapters” e presentato a Venezia, che offre un'audace interpretazione della figura di Inu- õ (lRe cane), enigmatico interprete teatrale realmente esistito o tra il XIV e il XV secolo: «Una trascinante opera-rock che diventa inno alla trasformazione per interpretare l'identità personale e di genere del mondo (Sentieri Selvaggi). érima del film, verrà presentato il numero speciale della rivista Leggendaria dedicato al Giappone con Gianluca Di Fratta, tra i massimi esperti di anime e manga d’Italia, Barbara Waschimps, direttrice artistica della rassegna e Claudio Caniglia, presidente dell’associazione giapponese.