Gigi tra le macerie: «Qui mangiavo con Fiorenza, Gassman e Bene»

L’AQUILA. «Mamma mia, mamma mia... In quest’albergo ci ho vissuto per giorni e giorni, e soprattutto ci ho passato tante nottate. Mi vengono in mente tanti amici, tante bevute. Una in particolare che...
L’AQUILA. «Mamma mia, mamma mia... In quest’albergo ci ho vissuto per giorni e giorni, e soprattutto ci ho passato tante nottate. Mi vengono in mente tanti amici, tante bevute. Una in particolare che Federico Fiorenza ricorda bene, con Vittorio Gassman e Carmelo Bene. E’ un Gigi Proietti serio, colpito, commosso quello che si addentra nella città proibita all’indomani del terremoto del 6 aprile 2009 all’Aquila».
Così l’allora cronista del Centro Paolo Di Vincenzo raccontava la visita che l’attore volle fare all’indomani del terremoto del 6 aprile 2009 all’Aquila, la città dove si è svolta una parte importante della sua vita professionale e non solo. «Davanti all’hotel Duca degli Abruzzi», si legge ancora nell’articolo del 21 aprile di 11 anni fa, «la sua flemma si scioglie, di fronte alle macerie di una struttura in cemento armato completamente accartocciata su se stessa, i ricordi si affastellano e vince lo scoramento. “Ma com’è possibile? A fianco c’è una costruzione antica che ha resistito e questa è crollata? L’attore è stato invitato da Federico Fiorenza, solida colonna portante del Tsa. Arriva in piazza della Fontana luminosa attorno alle 13 a bordo di un Land Rover bianco, nuovo. L’attore che tutti conoscono come Maresciallo Rocca, come Bruno Fioretti, er Mandrake di Febbre da cavallo, come l’uomo della pubblicità del caffè, di A me gli occhi please e di centinaia di altri titoli, appare provato, scuro in volto, quasi come il cielo plumbeo di questo terzo martedì di passione dopo il terremoto.