Gli Archi del Cherubino di scena al convegno sui misteri dei neutrini

L’AQUILA. Sono dieci anni che nelle viscere della montagna del Gran Sasso c’è un gigante che scruta il cielo sopra di noi e il cuore del nostro pianeta. È l’esperimento Borexino ai Lgns (Laboratori...
L’AQUILA. Sono dieci anni che nelle viscere della montagna del Gran Sasso c’è un gigante che scruta il cielo sopra di noi e il cuore del nostro pianeta. È l’esperimento Borexino ai Lgns (Laboratori Nazionali del Gran Sasso) dell’Infn (Istituto nazionale di fisica nucleare), impegnato a studiare le particelle che sono prodotte nelle reazioni nucleari che alimentano il Sole, e da quelle in atto all’interno del mantello della Terra: cioè i neutrini, le particelle più elusive del Modello Standard, e fra i messaggeri cosmici più potenti. Sul tema è stato organizzato un workshop all’Aquila da ieri fino venerdì prossimo ai Lngs e al Gran Sasso Science Institute).
A conclusione dei lavori, l'orchestra aquilana degli Archi del Cherubino e i solisti Fabio Bagnoli (oboe) e Gabriele Pro (violino) proporranno un concerto con musiche di Vivaldi e Corelli.
Al workshop parteciperanno tra gli altri Art McDonald, premio Nobel per la Fisica nel 2015 per i suoi studi sui neutrini, Yoichiro Suzuki, responsabile di Super-Kamiokande, uno dei più importanti esperimenti al mondo sui neutrini, Victor Matveev, direttore del jinr di Dubna, il più importante centro russo di ricerca in fisica, Masayuki Nakahata, uno degli autori della misura dell’ultima esplosione di supernova rivelabile sulla Terra, Alexei Smirnov, autore dell’effetto Msw che spiega l’oscillazione del neutrino, Laura Cadonati, vice-responsabile della collaborazione Ligo che assieme ai colleghi della collaborazione Virgo sono arrivati alla storica scoperta delle onde gravitazionali, Jim Cao, vicepresidente dell’Ihep, l’istituto cinese di fisica delle alte energie, e molti altri. A fare gli onori di casa Gianpaolo Bellini, ideatore di Borexino e suo coordinatore per 22 anni. Ad aprire i lavori Fernando Ferroni, presidente dell’Infn, e Stefano Ragazzi, direttore dei Lngs.
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