“Grand guignol all’italiana”, il teatro a tinte forti di Franceschi

10 Gennaio 2016

PESCARA. La Stagione della Società del Teatro e della Musica apre il 2016 con la talentuosa e amata attrice Lunetta Savino in “Grand guignol all'italiana”, di Vittorio Franceschi, spettacolo...

PESCARA. La Stagione della Società del Teatro e della Musica apre il 2016 con la talentuosa e amata attrice Lunetta Savino in “Grand guignol all'italiana”, di Vittorio Franceschi, spettacolo prodotto dal Tsa per la regia di Alessandro D'Alatri e che vedrà in scena – questa sera alle 21 e domani, 12 gennaio) alle 17 al Circus di Pescara – insieme alla Savino, Umberto Bortolani, Carmen Giardina, Sebastian Gimelli Morosini, Andrea Lupo e con la voce di Paolo Bonolis. Scene sono di Matteo Soltanto, costumi di Giuseppina Maurizi, musiche di Riccardo Eberspacher. Sul palco scorrono le storie di una colf depressa, di un salumiere di successo, di una guida turistica ignorante con una moglie fedifraga e isterica, di un postino sensibilmente gay. Con un coup de theatre finale. Teatro a tinte forti, farsesco e macabro, dove scorrono grossolanità, cinismo, pathos, violenza, eros e cronaca nera, il genere del “grand guignol”, appunto, che trae le sue origini nella letteratura popolare della Francia di fine Ottocento. Un teatro dagli effetti di involontaria e grottesca comicità. L'ideale per raccontare attraverso la satira l'Italia di oggi. «Tra i miei passatempi preferiti c'è quello di frugare nei cassetti strapieni di Vittorio Franceschi», scrive D’Alatri nelle note di regia. «Riesce ogni volta a sorprendermi per la quantità e la qualità di progetti che ivi sonnecchiano. Ma la sorpresa più grande è che molti sono ancora inediti o lo sono solamente per l'Italia. E' così che tempo fa mi ritrovai tra le mani “Grand Guignol all'italiana”. Un gioiello. Chi conosce la drammaturgia di Franceschi sa quanto l'ironia sia elemento costante del suo sguardo sulla vita. In questo caso si è divertito a trasformarla in satira e la fa aleggiare nei due atti come un'aria entrata da uno spiffero che lentamente si trasforma in un vortice finale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA