“Hendrix 68”, ricordi dall’unico tour italiano del chitarrista-mito

25 Aprile 2018

MILANO . Era un'epoca senza smartphone in cui poteva succedere di tutto, persino che un musicista di culto si innamorasse di una band di giovanissimi, sentita per caso in un locale, tanto da chiedere...

MILANO . Era un'epoca senza smartphone in cui poteva succedere di tutto, persino che un musicista di culto si innamorasse di una band di giovanissimi, sentita per caso in un locale, tanto da chiedere loro di aprire il suo concerto e di seguirlo in America. È uno degli aneddoti raccolti in “Hendrix '68 - The Italian Experience”, di Enzo Gentile e Roberto Crema (Jaca book, pp. 274, €35), dedicato a quella prima e unica volta in cui Jimi Hendrix e i suoi Experience vennero in tour in Italia, nel maggio 1968, a Milano, Roma e Bologna.
Di quel tour non esistono testimonianze audio e video, ma solo il ricordo indelebile di chi è riuscito ad ascoltare dal vivo il più grande chitarrista della storia del rock. Ecco quindi raccolti, insieme a foto inedite, articoli e riviste di quell'epoca, biglietti e altri memorabilia, le testimonianze di chi partecipò a quei live unici, a partire da quella di Carlo Verdone, che firma la prefazione del volume, in uscita domani. «Quella volta di Jimi Hendrix al Brancaccio», scrive Verdone, «fa parte delle esperienze indelebili, una di quelle serate indimenticabili trascorse insieme alla musica di un artista che all’epoca scandiva le ore delle nostre giornate di ragazzi amanti del rock e assetati di novità. Ricordo bene le sensazioni di quell’appuntamento con la storia, dell’impazienza del pubblico: nessuno di noi aveva voglia di sentire altro...». Tra i volti accorsi al Brancaccio Florinda Bolkan, Renzo Arbore, Gianni Boncompagni, e ad aprire il live l’esibizione dei giovanissimi ballerini Renato Zero e Loredana Berté. Nel libro anche la “dolce vita” di Hendrix, in giro di notte tra il Colosseo, Villa Borghese e il Titan Club, dove invita i Fholks ad aprire il suo concerto del giorno dopo e a seguirlo in America: i ragazzi devono declinare a causa del servizio militare. Tra una groupie e l’altra, Hendrix si spara «un piatto di spaghetti, uno di fettuccine, un filetto alto qualche centimetro e un fiasco di vino» da Alfredo, dove improvvisa una session suonando la chitarra dietro la schiena. A Milano, dopo il concerto al Piper, ore di ritardo e ressa pazzesca di giovani, tra cui Ricky Gianco, finisce a Villa Bodoni, residenza-comune dell'Equipe 84. «Domande non gliene rivolsi molte, era lui», ricorda Vandelli, «che parlava a ruota libera: non conosceva la musica italiana e voleva saperne di più, così presi un disco dell'Equipe 84, dove io sul finale avevo copiato spudoratamente, e in malo modo, un suo assolo. Lui riconosce la copiatura schifosissima, si alza, mi abbraccia e mi dice: Thank you very much».