I maestri abruzzesi e i nuovi linguaggi della scultura ceramica

13 Marzo 2015

Gli artisti teramani Cheng e Sciannella espongono alla Gnam di Roma con i più grandi ceramisti contemporanei

di Anna Fusaro

TERAMO

Due importanti artisti, i teramani Fausto Cheng e Giancarlo Sciannella, rappresentano degnamente l’Abruzzo nella grande mostra ricognitiva dedicata dalla Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea (Gnam) di Roma alla storia della scultura ceramica italiana dell’ultimo sessantennio. Inaugurata due giorni fa nel prestigioso museo di viale delle Arti dove resterà allestita fino al 7 giugno, l’esposizione “La scultura ceramica contemporanea in Italia”, a cura di Mariastella Margozzi della Gnam e dell’artista Nino Caruso, è la prima vera panoramica dedicata da un museo nazionale a questa antica espressione artistica, percorsa oggi da nuova vivacità.

Presenti nella rassegna 67 artisti, ognuno con due-tre opere rappresentative della sua attività di scultore ceramista. La mostra, nata da un'idea di Caruso, racconta per la prima volta il cammino della scultura ceramica italiana dagli anni Cinquanta a oggi, prendendo in considerazione solo gli artisti, di diverse generazioni, che si sono concentrati sul medium antico della ceramica. Spiegano i curatori: «Come sviluppo naturale dell'arte di decorare elementi e oggetti della vita quotidiana, i ceramisti-artisti contemporanei hanno legato la loro consuetudine con la materia, la terra, a sempre nuove sperimentazioni, tecniche e formali, che hanno portato questa particolare disciplina a competere con la scultura più tradizionale in pietra, marmo, bronzo. Le novità tecniche ed estetiche con cui tutti gli artisti qui rappresentati hanno arricchito la scultura ceramica sono di grande rilievo e testimoniano nell'attualità la vitalità di una tradizione antichissima. Una particolare creatività, associata alla personale scelta dei materiali e delle loro modalità di cottura e a originali idee iconografiche e stilistiche, distingue ognuno degli artisti che espongono e testimonia anche una evoluzione generazionale capace di inserire pienamente questo particolare linguaggio nell’ambito complesso e variegato dell'arte contemporanea».

Gli autori presenti nella collettiva della Gnam sono dunque espressione di un lungo percorso, di differenti linguaggi, tecniche, poetiche, nonché delle diverse capitali della ceramica italiana, Deruta, Faenza, Caltagirone, Vietri, e naturalmente l’abruzzese Castelli. Figli della secolare storia dell’arte ceramica sviluppatasi nell’incantevole borgo ai piedi del Gran Sasso teramano sono Fausto Cheng e Giancarlo Sciannella, il primo nato nella vicina Isola e residente a Teramo, il secondo originario di Castelli ma dagli anni Settanta a Roma.

Presenti nella mostra alla Gnam rispettivamente con le installazioni “Ab origine” e “Enea”, Cheng e Sciannella, autori significativi della scultura ceramica contemporanea, fin dagli anni Ottanta espongono a volte insieme in gallerie d'arte e spazi istituzionali in Italia e all’estero, pur portando avanti personali esperienze e percorsi di ricerca e approfondimento, sempre guidati dalla stella polare della coerenza artistica e onestà intellettuale e dall’eredità antropologica e culturale della terra d’origine, declinata in nuove espressioni.

La mostra “La scultura ceramica contemporanea in Italia” si propone come una carrellata sul vasto panorama della scultura ceramica italiana, che ha annoverato artisti di alta levatura. La prima generazione di scultori ceramisti si è formata nel nostro Paese assimilando le lezioni di Arturo Martini, Lucio Fontana, Fausto Melotti, ma soprattutto guardando al principale innovatore, Leoncillo Leonardi. All’artista e poeta spoletino, del quale quest'anno ricorre il centenario della nascita, la mostra romana rende omaggio esponendo le opere che furono acquisite dalla Galleria nazionale d’arte moderna tra gli anni Quaranta e Settanta (sotto la rivoluzionaria direzione della mitica Palma Bucarelli) come riconoscimento alla sua eccezionale attività. Allestimento Massimo Licoccia. In catalogo (Castelvecchi) testi critici di Luciano Marziano, Claudia Casali, Stefania Petrillo, Daniela Fonti, Giuliana Ericani, Mariastella Margozzi, Nino Caruso.

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