Il calabrese che suonò con i Beatles: nasce il Museo Mino Reitano

27 Settembre 2022

FIUMARA. È stato per decenni l’ambasciatore canoro della sua Calabria in Italia e fuori dai confini nazionali, ma negli anni della gavetta ha potuto vantare anche di essere stato uno dei pochi...

FIUMARA. È stato per decenni l’ambasciatore canoro della sua Calabria in Italia e fuori dai confini nazionali, ma negli anni della gavetta ha potuto vantare anche di essere stato uno dei pochi artisti, se non l’unico italiano, ad avere frequentato, quando muoveva i primi passi da emigrante in Germania, condividendo spesso il palco con loro, i quattro ragazzi d’oro di Liverpool che poi sarebbero diventati i Beatles.
Mino Reitano, artista legato visceralmente alla sua terra, autore e interprete di canzoni come “Avevo un cuore che ti amava tanto” o di “Una chitarra, cento illusioni”, “L’uomo e la valigia” e tanti altri brani come “Una ragione di più”, proprio nella cittadina della provincia di Reggio Calabria che gli diede i natali il 7 dicembre 1944, ha da qualche giorno, il suo museo pieno zeppo di ricordi, foto, immagini, oggetti rappresentativi di una straordinaria carriera conclusosi drammaticamente nel 2009 a soli 64 anni. Lo spazio espositivo, voluto e realizzato dall’associazione “Amici di Mino Reitano”, è stato inaugurato dalle figlie del cantautore Giuseppina Elena e Grazia Benedetta, la vedova Patrizia Vernola ha inviato un messaggio video, e presenta un percorso con spartiti e strumenti musicali, gigantografie e dischi originali passando per riconoscimenti e abiti di scena.
Tante le persone che hanno voluto essere presenti per condividere con gli organizzatori e la comunità di Fiumara quest’emozione speciale. Dopo il taglio del nastro, sottolineato da applausi, sorrisi e lacrime accompagnate dalla voce e dalle note di “Calabria mia”, è stato anche trasmesso un videodi Orietta Berti che ha voluto ricordare l’amico e collega. «Eravamo quasi sempre ospiti delle stesse trasmissioni», ha detto la cantante, «e abbiamo passato insieme tante ore dietro le quinte. Era una persona molto buona e mi è rimasto nel cuore perché molto sensibile, peccato sia andato via troppo presto».