«Il grande caro Gabriele, colui che osò a Pola, Buccari, Vienna»

Del libro “Chez d’Annunziopubblichiamo uno stralcio del capitolo “Tra le Ali del Lido” in cui Marcel Boulenger introduce la figura del Vate. di MARCEL BOULENGERDebbo confessare che in mezzo a questa...
Del libro “Chez d’Annunziopubblichiamo uno stralcio del capitolo “Tra le Ali del Lido” in cui Marcel Boulenger introduce la figura del Vate.
di MARCEL BOULENGER
Debbo confessare che in mezzo a questa gioia ancora contenuta, anche se fremente e profonda, il mio pensiero andava a colui che aveva tanto desiderato, annunciato e cantato la Vittoria, a colui che già dall’agosto del 1914 aveva dichiarato guerra ai Barbari, all’amico che ci consolava tutti in una Parigi minacciata, all’ardente profeta di Quarto, all’instancabile soldato dell’Italia in armi, al ferito eroico e paziente, a colui che osò a Pola, a Buccari, a Vienna, al portavoce e alfiere della sua patria, al grande e caro Gabriele d’Annunzio.
Tutto il mio cuore era rivolto all’appassionato patriota che aveva tanto sofferto l’anno prima, nello stesso giorno, e il cui aereo spicca oggi il volo sicuramente – e con gioia! – sopra i kaiserlicks4 respinti a colpi di spada… Ho sempre sussultato ascoltando Gabriele d’Annunzio parlare dell’Italia. Non è solo figlio ma anche amante del suo paese; e una bruciante e concentrata tenerezza sprizza da tutti i suoi pori.
Su tutti gli argomenti si abbandona, con piacere e a volte persino con civetteria, al suo naturale e fascinoso lirismo. Ma quando si tratta della sua patria, il Poeta cambia tono e ancor più espressione del viso; in un certo qual modo si ripiega su se stesso, si raccoglie: si potrebbe dire che si armi. 4 Kaiserlick: durante la Rivoluzione francese era il nome dato ai soldati tedeschi o austriaci. Tra le ali del Lido 31 La sua voce diventa straordinariamente dolce, tranquilla, ma vi si legge qualcosa, una sorta di volontà pronta a tutto. Quasi fa paura. E, in ogni caso, comanda. Il suo campo d’aviazione si trovava al Lido, ben vicino a Padova… Avrei mai potuto rinunciare all’emozione di gettarmi tra le sue braccia?
©RIPRODUZIONE RISERVATA
di MARCEL BOULENGER
Debbo confessare che in mezzo a questa gioia ancora contenuta, anche se fremente e profonda, il mio pensiero andava a colui che aveva tanto desiderato, annunciato e cantato la Vittoria, a colui che già dall’agosto del 1914 aveva dichiarato guerra ai Barbari, all’amico che ci consolava tutti in una Parigi minacciata, all’ardente profeta di Quarto, all’instancabile soldato dell’Italia in armi, al ferito eroico e paziente, a colui che osò a Pola, a Buccari, a Vienna, al portavoce e alfiere della sua patria, al grande e caro Gabriele d’Annunzio.
Tutto il mio cuore era rivolto all’appassionato patriota che aveva tanto sofferto l’anno prima, nello stesso giorno, e il cui aereo spicca oggi il volo sicuramente – e con gioia! – sopra i kaiserlicks4 respinti a colpi di spada… Ho sempre sussultato ascoltando Gabriele d’Annunzio parlare dell’Italia. Non è solo figlio ma anche amante del suo paese; e una bruciante e concentrata tenerezza sprizza da tutti i suoi pori.
Su tutti gli argomenti si abbandona, con piacere e a volte persino con civetteria, al suo naturale e fascinoso lirismo. Ma quando si tratta della sua patria, il Poeta cambia tono e ancor più espressione del viso; in un certo qual modo si ripiega su se stesso, si raccoglie: si potrebbe dire che si armi. 4 Kaiserlick: durante la Rivoluzione francese era il nome dato ai soldati tedeschi o austriaci. Tra le ali del Lido 31 La sua voce diventa straordinariamente dolce, tranquilla, ma vi si legge qualcosa, una sorta di volontà pronta a tutto. Quasi fa paura. E, in ogni caso, comanda. Il suo campo d’aviazione si trovava al Lido, ben vicino a Padova… Avrei mai potuto rinunciare all’emozione di gettarmi tra le sue braccia?
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