Il maestro è morto con suicidio assistito Voleva che si sapesse

14 Settembre 2022

«Non ho l’ansia di continuare a vivere ad ogni costo»: Jean-Luc Godard non sarebbe morto per cause naturali, ma per sua intima scelta, optando per il suicidio assistito reso possibile dall’ordinamento...

«Non ho l’ansia di continuare a vivere ad ogni costo»: Jean-Luc Godard non sarebbe morto per cause naturali, ma per sua intima scelta, optando per il suicidio assistito reso possibile dall’ordinamento svizzero. «Non era malato, era semplicemente esausto», rivela una fonte vicina alla famiglia citata da Libération, confermando che è stato il regista a scegliere di andare via. «È stata una sua decisione, ed era importante per lui che si sapesse». Patrick Jeanneret, consigliere della famiglia Godard lo ha confermato: «Il signor Godard è ricorso all’assistenza legale in Svizzera per una partenza volontaria in seguito a diverse patologie invalidanti, secondo i termini di un rapporto medico». In Svizzera esistono diverse forme di accompagnamento nella morte, come l’eutanasia passiva o il suicidio assistito, quest’ultimo più noto, autorizzato a determinate condizioni sulla base dell’articolo 115 del codice penale. Optando per il suicidio assistito, Godard è andato «in fondo alle sue convinzioni», commenta Libération, ricordando che il regista si espresse a favore di questa pratica in un’intervista nel 2014 al Festival di Cannes. «Non ho l’ansia di proseguire ad ogni costo. Se sono troppo malato, non ho alcuna voglia di venire trascinato su una cariola...», disse. Potrebbe dunque ricorrere al suicidio assistito? «Sì», rispose lui, aggiungendo che «per il momento», questa scelta «è ancora molto difficile». «Godard era affacinato dal suicidio», scrive il critico Jean-Luc Douin, nel libro “Jean-Luc Godard. Dictionnaire des passions”. Da giovane, «conservava una lametta da barba nel portafogli» mentre il regista Eric Rohmer «lo trovò un giorno nel suo studio, grondante di sangue, per un idillio finito brutalmente». Nel 2004 rivelò a Libération di aver già tentato il sucidio, «in una forma un po’ da ciarlatano», dopo il 1968, «per richiamare l’attenzione». In Notre Musique (2004) evocherà il “Mito di Sisifo” di Camus: «C’è un solo problema filosofico veramente serio: il suicidio». Un tema presente nella sua filmografia. Nel 1987, in Cura la tua destra mette tra le mani di Michel Galabru“Suicidio, istruzioni per l'uso”, libro poi vietato in Francia. Possiede ancora quel libro? chiederà il giornalista Patrick Cohen intervistando Godard per radio France Inter, nel 2014: «Sì sì, ma è tanto che non lo sfoglio». E aggiunse di non pensare tanto alla morte, quanto piuttosto «alla sofferenza».