“Il maledetto” gangster film tra Macbeth e mafia pugliese

ROMA. Cosa c'entra il Macbeth di Shakespeare con un piccolo criminale obeso ai margini della mafia pugliese che di nome fa Michele Anacondia? C'entra almeno nella prospettiva di Il maledetto di...
ROMA. Cosa c'entra il Macbeth di Shakespeare con un piccolo criminale obeso ai margini della mafia pugliese che di nome fa Michele Anacondia? C'entra almeno nella prospettiva di Il maledetto di Giulio Base, film passato oggi alla Festa di Roma a Freestyle. Ora Michele (Nicola Nocella), che ha una moglie anche troppo ambiziosa, Leda (Ileana D'Ambra), uccide mezza cosca rivale quando il loro unico figlio muore in un agguato. Dopo un tale esordio, il boss da “picciotto” lo promuove “sacrista”. Quando al boss incendiano la casa, va a rifugiarsi proprio da Michele e dalla moglie, la quale sobilla il marito a far fuori il capo per prenderne il posto. E Michele lo fa: sgozza il padrino e sale direttamente al vertice della Sacra Corona. E arriva la sua dannazione. «La tragedia di Shakespeare su libero arbitrio, senso di colpa e castigo, era perfetta per un gangster movie», dice il regista, Base. «Questa cosa, unita al mio interesse sulla mafia del Gargano, hanno prodotto questo film» Protagonista è Nicola Nocella, bravo attore pugliese che ha lavorato con Pupi Avati e gli abruzzesi Luciano Odorisio, Maccio Capatonda e Marco Chiarini.