Il Marrucino alla Civitella: serate di jazz, teatro e cinema

Prezzi accessibili e 700 posti all’anfiteatro di Chieti che recupera la stagione e propone film di Tornatore, dialetto in scena, Flaiano recitato da Guanciale
CHIETI. Teatro, cinema, musica e cabaret per le “Notti del Marrucino all’Anfiteatro della Civitella” manifestazione in programma dal 17 agosto all’8 settembre con diciotto appuntamenti di ottimo spessore presentati con legittimo orgoglio dal presidente del Teatro Marrucino, Cristiano Sicari, soddisfatto soprattutto del fatto che «per la prima volta si sia venuta a creare una proficua sinergia con il polo museale».
Uno splendido scenario, patrimonio dell’intera città e della stessa regione che, come sottolinea il sindaco di Chieti Umberto Di Primio senza nascondere un filo di polemica ,«è stato lasciato per anni in stato di abbandono ed ora, grazie alla sensibilità subito dimostrata dalla dirigente responsabile dei Musei d’Abruzzo, Maria Stella Margozzi, torna ad essere un bene prezioso a disposizione della collettività».
Una apertura provvidenziale dal momento che, come sottolinea il direttore amministrativo del Marrucino, Cesare Di Martino, le vigenti disposizioni anti-Covid hanno portato la capienza del teatro di piazza Valignani ad appena novantadue posti: «Alla Civitella saremo invece in grado di ospitare, all’aperto e nell’assoluto rispetto delle norme vigenti, quasi settecento spettatori per ogni serata. Niente abbonamenti, sono previsti prezzi a dir poco contenuti per le singole serate proprio considerando l’attuale stato di difficoltà economica e contiamo su una grande partecipazione dall’intera regione attraverso la suggestione dello stesso Anfiteatro e l’interessante programma proposto dalla manifestazione».
Fissati alle ore 21 tutti gli appuntamenti, si parte lunedì 17 agosto con la proiezione del film “Metti, una sera a cena” di Giuseppe Patroni Griffi, il giorno dopo concerto jazz con Mauro Ottolini e i Konaim mentre, il 19 agosto, sarà in scena il teatro dialettale con “Verità, luna e sole, prima o poi esce fore”, con le Muse Teatro ed Altro.
Si riprende il 21 agosto attraverso lo spettacolo di prosa “Io Pirandello”, viaggio in una Sicilia lontana ma non dimenticata, con Sebastiano Lo Monaco. Spazio a lirica e cabaret il giorno dopo con Trilogy e I Quattro Santi. Domenica 23 agosto un grande omaggio alle musiche del maestro Ennio Morricone con l’esibizione dell’Orchestra Sinfonica Abruzzese.
Ancora teatro dialettale lunedì 24 agosto: sul palco “La piazze annasconne ma nen perde” a cura della Compagnia Teatrale Atriana. Film sotto le stelle il giorno dopo con “Mission” di Roland Joffé; serata del 26 agosto dedicata alla scuola di recitazione del Teatro Marrucino che proporrà “Le donne dell’assemblea” di Aristofane. Notte romantica, quella di giovedì 27, con un concerto di musica classica dell’Avos Piano Quartet, il giorno successivo un altro film che merita sempre di essere rivisto come “Nuovo Cinema Paradiso” di Giuseppe Tornatore.
Di nuovo prosa, domenica 30 agosto, quando sarà di scena “Il sindaco pescatore” con l’interpretazione di Ettore Bassi mentre, mentre per gli appassionati del jazz, appare davvero imperdibile l’appuntamento di martedì primo settembre che vedrà l’esibizione del Paolo Fresu Ensamble.
Si riprende, il giorno dopo, con cabaret e musica napoletana attraverso il “Cara Napoli ti scrivo” di Edoardo Romano.
Di nuovo un bel film di Tornatore, giovedì 3, con “La leggenda del pianista sull’oceano”. Ancora teatro di prosa, ancora uno spettacolo recuperato dal cartellone del Marrucino, il 5 settembre, con “Non svegliate lo spettatore” che vedrà impegnati, in un omaggio ad Ennio Flaiano attraverso aneddoti, lettere e racconti, due protagonisti abruzzesi, ovvero l’attore Lino Guanciale ed il regista Davide Cavuti.
Si prosegue, la sera dopo, con la concertistica attraverso il “The Beetbox” ed il finale della manifestazione, l’8 settembre, vedrà di scena, sempre all’interno dell’Anfiteatro della Civitella, Melania Giglio con “Mimì, in arte Mia Martini”, spettacolo che si propone di richiamare in terra lo spirito tormentato di una donna sofisticata ed intensa nell’animo e nella voce.
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