Il palco dei grandi del jazz da 50 anni

15 Luglio 2021

Sotto il segno della spontaneità da Evans a Ella Fitzgerald, Davis e Jarret in una sera, Dylan

PESCARA. Una storia lunga oltre cinquant'anni quella del Pescara Jazz. Dal 1969 ad oggi, da quando il festival vide la luce per la prima volta nella cittadina adriatica per volere dell’Ente manifestazioni pescaresi e di Lucio Fumo, tutti i più grandi jazzisti del mondo hanno riempito di note e magia le notti calde di luglio dividendosi tra Le Naiadi, il teatro-monumento dedicato a D’Annunzio e il porto turistico.
Una tradizione iniziata con Bill Evans, che aprì la prima edizione della kermesse dopo che il batterista Philly Joe Jones si perse alla stazione, arrivando in ritardo e lasciando interdetti componenti della band e organizzatori, costretti ad andare a riprenderlo dopo che qualcuno li aveva avvertiti che, sceso dal treno, un uomo nero gridava: «Jazz! Jazz! Jazz!». Tra i momenti salienti l’esibizione del 1970 della Duke Ellington Orchestra, di Teddy Wilson e Clark Terry, seguita dalla pioggia battente del 1971 che costrinse il pubblico a spostarsi al teatro Massimo per ascoltare da mezzanotte in poi Ella Fitzgerald che si esibì per un’ora e mezza tra uno scroscio di applausi.
Gli anni dopo, in quello che con il tempo si è rivelato uno dei festival jazz più longevi in Italia, si sono avvicendati sul palco Charles Mingus, Ben Webster e il Modern Jazz Quartet (1972), seguiti da Dexter Gordon, Earl Hines e Miles Davis che si è diviso il palco di Pescara, nella stessa sera, con Keith Jarrett (1973). «Per quel concerto centinaia di giovani arrivarono con il sacco a pelo, invadendo letteralmente le Naiadi», ricorda lo storico direttore artistico Lucio Fumo, autore con il giornalista Marco Patricelli di un libro che ripercorre le tappe salienti della kermesse intitolato “Rapsodia in Blue Note. La storia di Pescara Jazz”. Nel 1981 ci fu Stan Getz, nel 1997 Herbie Hancock. Indimenticabile la presenza di Bob Dylan, incastonata in una magica serata al centro del festival nel 2001. Il "menestrello" americano, premiato in anni recenti anche con il Nobel per la letteratura, suonò per la prima (e finora anche unica) volta in Abruzzo al teatro d'Annunzio durante un'edizione arricchita dal blues e dal folk americano. Il Pescara international jazz festival offre ancora oggi dei momenti ispiratori di jazz dal vivo. Negli ultimi anni si sono alternati a Pescara (sotto la direzione artistica di Angelo Valori) gli artisti più significativi del nostro tempo tra cui Stefano Bollani, Dee Dee Bridgewater, Brad Mehldau, Kenny Barron, Paolo Fresu e i Manhattan Transfer. «Non posso prevedere cosa succederà quando arrivano sul palco», si legge sul sito del Pescara Jazz, «ma nemmeno loro. E questa è la bellezza di vedere il jazz dal vivo in un contesto storico come quello di Pescara Jazz. La spontaneità di questa arte è qualcosa che non puoi sperimentare su disco o via YouTube, ma solo seduto di persona in teatro. No, non si può mai predire quando la magia accadrà. Ma se la state cercando stasera, probabilmente siete venuti nel posto giusto».