“Il patriota giardiniere”, il viaggio della Brigata Majella nella storia

LANCIANO. L’incontro casuale tra un ventenne abruzzese di oggi e un reduce di guerra, l’amicizia che ne nasce e il viaggio della memoria che li porta a ripercorrere le strade battute dalla Brigata...
LANCIANO. L’incontro casuale tra un ventenne abruzzese di oggi e un reduce di guerra, l’amicizia che ne nasce e il viaggio della memoria che li porta a ripercorrere le strade battute dalla Brigata Majella: sono i temi sui quali scorre il romanzo di Umberto Nasuti “Il patriota giardiniere” (Carabba 2017), che l'autore presenta oggi alle 18 nella libreria Barbati di Lanciano, in via degli Abruzzi 15.
«Due sono gli argomenti centrali del libro», spiega l'autore, architetto 49enne con l’hobby della scrittura, «il primo è il rapporto generazionale: può un vecchio dialogare con un giovane dell’era digitale? Allo stesso tempo, un giovane di oggi è in grado di ascoltare il racconto di un anziano seduto su un prato di montagna? Poi c’è l’interesse per i fatti bellici tra il 1943 e il 1944, che hanno cambiato la nostra società, il modo di vivere e di essere, e hanno traghettato nel mondo moderno. L’interesse per i fatti del ‘43-’44 da parte mia c’è sempre stato: provengo da una città medaglia d’oro al valor militare, e la mia scuola elementare era intitolata agli eroi dell’ottobre ’43», aggiunge Nasuti, «chiaramente per scrivere il libro ho approfondito gli studi sulla Brigata Majella, non solo sui libri ma andando sui luoghi degli eventi».
I protagonisti del romanzo partono da Lanciano: da qui, passando per Casoli, Gessopalena, Pizzoferrato e Sulmona, quindi per le Marche e la via Emilia, arrivano a Bologna. Il giovane, attraverso i racconti del vecchio, scopre le vicende che hanno portato alla nascita della Repubblica: «I due superano le diffidenze iniziali e decidono di affrontare insieme un viaggio, geografico e della memoria, e in questo modo parlano, si ascoltano e si conoscono: imparano a stimarsi a vicenda», dice Nasuti, «una chiave di lettura è questa: Il vecchio parla con la voce del ragazzo che fu al ragazzo di oggi, che registra per l’uomo che sarà». Il libro di Nasuti si propone anche una funzione “educativa”, per la lettura nelle scuole e per la diffusione tra i ragazzi di un periodo cruciale della nostra storia recente: «Uno degli scopi del romanzo è quello di raggiungere un pubblico più ampio», sottolinea l'autore, «spesso i testi che trattano della guerra in Abruzzo sono indirizzati ad un pubblico di nicchia e di esperti, e sono di difficile comprensione ai più. Per questo ho scelto di scrivere nella forma del romanzo, usando un linguaggio semplice e scorrevole nell’intento di raggiungere i giovani».
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